Lelio Padovani: Note sul manico

 Nella mia esperienza di insegnante gli allievi che iniziano a studiare con me, a qualunque livello siano, hanno grosse difficoltà su due argomenti, che approfondisco sempre per primi:
1. Sapere dove sono le note sul manico;
2. Andare a tempo.
In queste lezioni vorrei esporvi alcuni degli esercizi che uso.


NOTE SUL MANICO / 1

La finalità degli esercizi che seguono non è quella di “imparare a memoria” la tastiera per averne una raffigurazione mentale con la posizione di ciascuna nota; questo approccio richiederebbe un continuo ripasso delle varie posizioni. Quello che voglio ottenere è viceversa un sistema che tenda ad abbreviare il più possibile, ed infine azzerare, il tempo necessario a riconoscere una nota od a trovarla lungo la tastiera.
Visto che le note sulla chitarra sono per così dire “mescolate”, per prima cosa prendiamo una serie di punti di riferimento.

1. Corde aperte (sapete i nomi delle corde aperte, vero? Vi ricordo che la prima corda è la più sottile…)
2. Tasto 12: stessi nomi delle corde aperte;
3. Tasto 5: stesso nome e stessa intonazione della corda aperta “sotto” (verso il pavimento), con l’eccezione della terza corda al quarto tasto; questo riferimento è a volte usato per accordare;
4. Tasto 7: stesso nome (a distanza di un’ottava) della corda aperta “sopra” (verso il soffitto), con l’eccezione della seconda corda all’ottavo tasto.

Già questi riferimenti semplificano il lavoro: se ad esempio cerco un Re sulla terza corda, visto che la corda aperta “sopra” (verso il soffitto) è un Re so che trovo la stessa nota al settimo tasto.
Oppure: se cerco un La sulla sesta corda, visto che la corda aperta “sotto” (verso il pavimento) è un La, so che trovo la stessa nota al quinto tasto.
Va ricordato che a parità di tasto i nomi delle note sulle corde esterne (sesta e prima) sono gli stessi, quindi al quinto tasto della prima corda troverò un La.
Molti usano il riferimento del quinto tasto per accordare, quindi potenzialmente conoscono già queste note; visto che al tasto 12 i nomi sono gli stessi delle corde aperte dovrete memorizzare solo quelli al tasto 7. (Se ci pensate bene si tratta di imparare a memoria solamente i nomi delle corde aperte, aiutandosi poi con i riferimenti sugli altri tasti… Meno di così!…).

NOTE SUL MANICO / 2

In questi esercizi useremo, per semplificare, solo i primi 12 tasti, visto che le posizioni relative si ripetono identiche nei secondi 12. L’esercizio si svolgerà in orizzontale lungo ciascuna corda, un tasto per dito, partendo dal primo tasto e cambiando posizione ogni quattro.
1. Dalla corda aperta, salire fino al 12° tasto dicendo i nomi delle note (usare i #).
Esempio sulla 6^ corda: Fa, Fa#, Sol, Sol# //(cambio posizione: indice al quinto tasto)// La, La#, Si, Do…
2. Dal 12° tasto, scendere fino alla corda aperta, dicendo i nomi delle note (usare i bemolli).
Esempio sulla 6^ corda (parto con il mignolo al dodicesimo tasto): Mi, Mi bemolle, Re, Re bemolle // Do, Si, Si bemolle, La…

Fin qui abbiamo usato i diesis ed i bemolle seguendo la loro direzione naturale, diesis alzando e bemolle abbassando. Visto però che le note alterate, quelle con i diesis od i bemolle, possono avere almeno due nomi, vediamo altri due esercizi che ci aiutano a memorizzarli entrambi. Quello che faremo sarà invertire la direzione dei simboli di alterazione, usando cioè i bemolle per salire (verso il corpo della chitarra) ed i diesis per scendere (verso la paletta).

3. Dalla corda aperta, salire fino al 12° tasto dicendo i nomi delle note (usando i bemolli).
Esempio sulla 6^ corda: Fa, Sol bemolle, Sol, La bemolle // La, Si bemolle, Si, Do…
4. Dal 12° tasto, scendere fino alla corda aperta, dicendo i nomi delle note (usando i #).
Esempio sulla 6^ corda: Mi, Re#, Re, Do# // Do, Si, La#, La…
Questo esercizio ci aiuta anche a pensare alla sequenza di note “al contrario”: nell’esempio 3, dopo il Fa ho la nota seguente, un Sol, “più basso” (bemolle); dopo il Sol ho un La, nota seguente, “più bassa”, e così via.

NOTE SUL MANICO / 3

In questa parte useremo un approccio geometrico, complementare a quello orizzontale visto in precedenza.

1. Eseguire tutte le note con lo stesso nome corda per corda, dalla 6^ alla 1^ e viceversa.
Prendendo ad esempio il solito Fa, lo troviamo sulla 6^ corda al primo tasto, poi sulla 5^ all’ottavo, poi sulla 4^ al terzo, sulla 3^ al decimo, sulla 2^ al sesto, sulla 1^ al primo; poi torniamo indietro.
Ovviamente possiamo aiutarci con i preziosi riferimenti visti all’inizio:
– Sulla sesta corda il Fa è la nota dopo quella aperta;
– Sulla quinta corda il Fa è all’ottavo tasto (settimo tasto = corda aperta “sopra” = sesta corda aperta, Mi);
– Sulla quarta corda il Fa è al terzo tasto (due tasti prima del Sol, quinto tasto = corda aperta “sotto” = terza corda aperta);
– Sulla seconda corda è al sesto tasto (quinto tasto = corda aperta “sotto” = Mi, prima corda aperta);
– Sulla prima corda = sesta corda.

2. Introduciamo il metronomo, che ci mette in condizione di non poter pensare dov’è la nota seguente, permettendoci di controllare quanto lo studio stia diventando automatico: si può cominciare da una velocità di 60, una nota per battito. Non è un esercizio tecnico, quindi non è necessario esagerare; aumentiamo gradualmente la velocità controllando sempre la qualità di quello che stiamo facendo, senza barare con noi stessi. Un primo obiettivo è di eseguire questo esercizio a 100.

Se avete qualche commento o suggerimento potete scrivermi a [email protected]
Buon lavoro!