Jimi Hendrix – Monografia

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Prima Monografia di GuitarList, dedicata al genio di Seattle. Un ringraziamento particolare a tutti i Guitarlisters che hanno inviato i loro commenti e approfondimenti e in particolare a Fausto per l’arricchimento continuo dato al profilo

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 [tab title=”Biografia”]
Jimi Marshall Hendrix, nato a Seattle nel 1942, è senza dubbio il più grande innovatore e genio della storia della chitarra elettrica. Autodidatta e mancino naturale, durante la sua breve vita ha stavolto la concezione dello strumento introducendo moltissime novità, prima tra tutte il feedback, il suo stile, la sua naturalezza e la sua mimica sono le più copiate dai chitarristi di tutte le generazioni.

Sicuramente tra i suoi album va ricordato “Are you experienced” ricco di canzoni memorabili e “Electric Ladyland” in cui prevale la sperimentazione. Ma il vero Hendrix lo si ammira nei concerti, nelle sublimi improvvisazioni, in cui viene fuori tutto il suo talento e la sua originalità.

Da Monterey de ’67 a Woodstock del ’69 fino all’ultimo famoso all’ Isle of Wight è impossibile sentire 2 canzoni uguali e prorio la sua fobia di ripetersi, la droga e l’alcool lo portarono negli ultimi periodi della sua vita ad essere scontroso e insoddisfatto. Morì improvvisamente nel 1970. Tuttora è considerato all’unanimità il miglior chitarrista di tutti i tempi e i brani che ci ha lasciato sono ancora oggi suonati da i più grandi professionisti di tutti i generi musicali.

Jimi Hendrix rappresenta uno dei massimi vertici nell’arte della musica e nella tecnica strumentale chitarristica.autodidatta,è stato capace di creare un’alta sintesi che abbraccia a 360 gradi tutte le forme musicali,dalla poliritmia africana,alle armonie medioorientali e orientali,all’armonia occidentale.partendo dalle radici della musica modale è riuscito a spaziare fono all’atonalità.colto ascoltatore,passava da bach a strauss a schonberg,dal jazz(free in particolare)al blues,dalla musica andalusa alla musica popolare nordeuropea etc..

E’ stato l’unico musicista assieme a frank zappa che attraversando il rock si è guadagnato la stima anche di musicisti classici e jazz(notoriamente molto o troppo sofisticati)dal grande miles davis a gil evans(entrambi lo volevano come solista)da john scofield a pat metheny a mik stern,da john abercrombie al kronos quartet a lonnie smith,dal world saxophone quartet a giovanni sollima,da nigel kennedy a marvi la spina e tanti altri grandi come robert wyatt,robert plant,david gilmour etc..ha stravolto la concezione della musica in senso lato(pur senza dimenticare la tradizione alla quale era molto legato) riuscendo a rendere musicali le risonanze(feedback)i rumori,riuscendo a curvare la forma dell’onda sonora tramite una modulazione totale capace di abbracciare sia le frequenze microtonali che le svariate strutture armolodiche(tramite anche l’uso sapiente della leva,di pedali quali il fuzz,il wha,l’octavia,l’uni-vibe,l’uni-drive,etc..).[/tab]
[tab title=Tecnica e Suono]
Mai però l’uso degli effetti ha sopraffatto la sostanza musicale,anzi in lui l’elettronica si piega ad una umanizzazione profonda,all’esigenza dell’espressione.anche dal punto di vista tecnico è stato capace di utilizzare l’ampia gamma di tencniche strumentali :
raffinatissimo fingerpicking(suonava talvolta plettro e dita), plettrata alternata,sweep,legati,ottave,bending alla massima altezza possibile,vibrati,glissati etc..inoltre tramite l’uso del pollice sul manico era capace di prendere accordi normalmente impossibili,riuscendo dunque ad avere un dito in più sulla tastiera..poichè era anche dotato di mani enormi riusciva addirittura a coprire le tre corde basse col pollice raggiungendo dunque un’autonomia più ampia delle altre dita(uno dei quali bastava a premere due corde).

Era capace inoltre di passare da fraseggi lenti ad altri estremamente veloci riuscendo riuscendo a modulare sempre questo passaggio..il suo fraseggio nei soli,che spazia attraverso tutti i modi(misolidio,dorico,lidio etc..)consiste in un’alterazione costante di tali modi e nel passaggio ad altri..inoltre gli assoli abbonano di bicordi,hammer-one etc..alternando fraseggi melodici a inserti di vario genere(talvolta sono accordi correlati da strutture armoniche ma altre volte sono accordi che esulano da ciò trovando più che altro la loro dimensione nella sonorità)..spesso le composizioni di hendrix sono addirittura contraddistinte da un’ambiguità armonica(maggiore-minore)

Anche in studio è stato un innovatore introducendo in modo completo l’uso del phasing,nastri registrati al contrario e sovraincisioni(fino a 6 chitarre sovraincise): era addirittura capace di sapere anticipatamente come avrebbe suonato un fraseggio al contario,o anche sapere perfettamente in quale punto della ragistrazione interrompere la musica per inserire poi altro

Era capace di registrare una parte per settimane(con disperazione di tutti)finchè non si sentiva sufficientemente soddisfatto(cosa che secondo lui non avveniva quasi mai avendo un piglio perfezionista)al punto che,malgrado siano passati 40 anni dalle sue incisioni,esse suonano sempre attuali..evidentemente non legate alla moda o ai generi. nell’ambito della musica popolare,a distanza di anni,la sua lezione è stata più assimilata dai jazzisti e dalla musica classica invece che nel rock,e tutti(con pochissime eccezioni)in quest’ultimo ambito hanno frainteso il suo virtuosismo complesso,ricercato rendendolo una mera specializzazione in qualche ristretto ambito tecnico.purtroppo dopo la sua morte il mercato ha fatto strazio di questo artista pubblicando anche molte registrazioni scadenti,o semplici prove o addirittura ignobili falsi..ragion per cui si consiglia di cercare la discografia ufficiale autorizzata  

Maurizio Bonini ha detto gisutamente che in hendrix parti ritmiche a parti soliste si fondevano fino all’equivalenza di importanza.bisogna aggiungere a ciò una cosa..hendrix era molto attento alle risonanze..grazie al pollice e ad uno straordinario controllo della mano sinistra riusciva a fermare la risonanza delle corde che voleva suonassero..inoltre l’accordo raramente veniva eseguito in modo canonico

Più spesso invece faceva uso di risonanze simultanee fra più corde,alternate ad accordi e arpeggi in hammer-one..in tal modo era in grado di rendere un effetto orchestrale così complesso da dare il senso di pienezza dinamica di un orchestra

Più volte egli disse di essere interessato ad un senso sinfonico.c’è da aggiungere che,essendo il suo interesse mirato alla modulazione,al trattamento della singola nota in termini che sono stati definiti vocali(mike stern)egli, nel suo fraseggio, variava il tocco continuamente,sia nel peso del tocco che spostando la mano che plettra dai pick up centrali fino ai due estremi della tastiera e del ponte,sia nei timbri puliti che nei suoni più “sporchi”.. in tal modo egli era in grado di non far sentire il rumore del plettro sulle corde,cosa che i plettratori di oggi hanno disimparato[/tab]
 [tab title=”Suono”]

JIMI’s TONE  (inserito da Stefano – 12/05/2007)

 

Fender Stratocaster (negli anni ’67-’68 diverse con manico in palissandro, fra le quali le prime con palettone, raramente qualche modello anni ’50) – dal ’69 diverse con manico in acero e palettone) Gibson Flying V (visibile nel filmato dell’Isola di Wight) Gibson Les Paul Custom nera (raramente) Gibson SG color crema (a tre pick ups – si veda il famoso live a Stoccolma

Marshall SLP 59 100watt (uno, due, tre o quattro a seconda dei casi – in genere un paio) con relativi cabinets 4×12. Alcune versioni anche particolari. Negli ultimi periodi erano inseriti anche Leslie come speakers per altre testate Marshall. Più raramente, nei primi periodi, anche Fender, Sound City e altre marche…
 Dallas Arbiter Fuzz Face, con modifiche fatte da Roger Mayer. Dal ’67 in poi la distorisione di Hendrix è soprattutto l’Axis, un fuzz speciale creato per lui da Mayer. Uni-Vibe Octavia Vox Wha-wha
 Wha-wha Fuzz Modulatori (uni-vibe e octavia)
 Impossibile svelare tutti gli arcani del bluesman di Seattle!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[tab title=Discografia]
Discografia autorizzata:
are you experience.(studio)
axis bold as love.(studio)
electric ladyland.(studio)
band of gypsys.(live audio)
concert.(live audio)
live at berkeley.(audio)
live at woodstoock.(video e audio)
live at filmore east.(audio)
winterland night.(live audio)
live at atlanta.(video)
live at los angeles forum.(audio)
blue wild angel.(live video e audio)
live at monterey.(video e audio)
live at san diego.(audio)
first rays of the new rising sun.(studio) blues(studio)
l’album postumo “the first rays of the new rising sun” è un lavoro che hendrix non ha quasi del tutto completato,sia nel missaggio che nelle sovraincisioni[/tab][tab title=Aforismi]
Frasi famose su Hendrix
hendrix:”vorrei suonare la chitarra come un’orchestra”.

eric clapton:”hendrix non suonava la chitarra hendrix era la chitarra”.

miles davis:”hendrix va sempre suonato”.

gil evans:”ad ogni ascolto di hendrix trovo sempre qualcosa di nuovo,è la marca dei grandi compositori”.

carlos santana:”nessun altro,nella storia,ha avuto il controllo totale sullo strumento”.

robert wyatt:”il più grande genio che il rock abbia avuto”.

john scofield:”hendrix cantava con la chitarra”.

jaco pastorius:”basta dire third stone from the sun,e chi non sa fa bene ad informarsi”.

john mclaughlin:”hendrix ha plasmato da solo l’intero corso della storia della chitarra,e lo ha fatto con grande delicatezza ed autentica passione”. vernon reid:”hendrix è incomparabile”.

steve ray waughan:”non paragonatemi ad hendrix,non sono in grado di suonare qualsiasi ritmo al mondo e fare salti mortali”.

steve vai:”come hendrix ne nasce uno ogni mille anni”.

giovanni sollima:”hendrix è un classico”. 

Jimi hendrix:”esistono solo due tipi di musica,quella buona e quella cattiva”

jeff beck:”furono tutti ai suoi piedi e io con loro”

jimi hendrix:”non basta la tecnica delle note,bisogna entrare nel suono e in ciò che sta fra una nota e l’altra”

jimi hendrix:”il blues è facile da suonare ma difficile da sentire”

jimi hendrix:”la conoscenza parla ma la saggezza ascolta”

jimi hendrix:”voglio che la gente percepisca parole e musica come un’unica cosa”

jimi hendrix:”E’ noioso fare sempre la stessa cosa…continueremo a cambiare perchè in questa vita uno deve fare quello che gli pare;la sua mente e la sua fantasia devono essere liberi di volare e poi volare ancora”

jimi hendrix:”un musicista per essere un messaggero deve somigliare a un bambino che non ha avuto troppi contatti con gli adulti,che non ha il cervello macchiato di impronte altrui.E’ per questo che la mia musica è così dura da sostenere”

eric barrett(tecnico):”se tentavo di provare la sue apparecchiature ottenevo solo fischi e distorsioni.lui invece le controllava con le dita e ancora oggi non so come facesse.anche questo era parte del suo genio”

george chkiantz(tecnico):”per capire il suono di hendrix non esistevano formule”

jimi hendrix:”sento dei suoni e se non riesco a coglierli io,nessun altro ci pu????uscire”

al di meola:”jimi fu un leader”

jimi hendrix:”mi piacerebbe suonare una nota e vedere uscire i colori”

jimi hendrix:”vorrei usare la mia musica come mezzo per scuotere la gente,per cambiare le cose.poichè se si lascia passare troppo tempo ci si adagia nella mediocrità neppure ci si fa prendere dall’arrivismo che è il difetto peggiore dell’america”

jimi hendrix:”certa gente se intravede un facile guadagno ti mette su un piedistallo a fare lo schiavo del pubblico”

jimi hendrix:” la mia musica dipinge immagini dell’infinito ed è per tale ragione che molta gente non riesce a comprenderla.il vero scopo della musica ?oordinare le menti della gente verso la ricerca di un mondo migliore e di un approccio intelligente al futuro”

jimi hendrix:” non esaltatemi troppo sono solo un messaggero”

jimi hendrix:”la fede giunge alla gente… tramite l’elettricità e per questo che suoniamo ad alto volume.non deve per forza passare per il timpano come nel caso di quei gruppi che usano SEMPRE quel terribile e inutile suono stridulo.noi vogliamo entrare nell’anima delle persone..per risvegliare qualcosa dentro di loro. al mondo c’è gente che dorme”

jimi hendrix:”ciò che conta è il feeling”

jimi hendrix:”un paio d’anni fa desideravo solo essere ascoltato.ora mi ineressa trovare il modo più intelligente per essere ascoltato”

jimi hendrix:”a volte il suono ?ella mia testa ma non sempre è nelle mie dita”

jimi hendrix:”voglio prendemi un periodo per me e studiare composizione”

jimi hendrix”penso che non riuscir????tirare fuori tutti i suoni che ho in testa


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[tab title=Musicisti]
Altri musicisti che hanno amato Jimi Hendrix:
john mclaughlin(chitarrista)
dave holland(contrabbassista jazz)
jaco pastorius(bassista)
roland kirk(fiatista plistrumentista)
brian eno(compositore)
patty smith(cantautrice)
nguyen lee(chitarrista jazz)
vernon reid(chitarrista dei living colour)
Carl Filipiak(chitarrista)
Carlos santana (chitarrista)
steve ray vaughan chitarra blues
massimo urbani sax jazz
Cassandra Wilson Voce
Jean-Paul Bourrelly Chitarra
David Torn Chitarra
Jack Bruce Basso Armonica Tastiere Voce
Adam Holzman Sintetizzatore Tastiere
Howard Levy Armonica Tastiere
Victor Bailey Basso
Brandon Ross Basso
Mick Karn Basso
Terry Bozzio Batteria
Trilok Gurtu Percussioni
Cyro Baptista Percussioni
Graham Haynes Cornetta
Pharoah Sanders Sax
Mark Feldman Violino
Don Byron Clarinetto
Alessio Menconi chitarra jazz.

MILES DAVIS
Eccellente articolo sull’influsso enorme che la musica di hendrix ebbe sul grande miles davis.l’unico appunto da fare riguarda le influenze musicali della Mahavishnu orchestra..quelle influenze infatti furono molto importanti anche per hendrix,semplicemente le compose in termini diversi.segue l’articolo: “è come musicista, più che come strumentista virtuoso, che Hendrix ha dato l’imprimatur al suono degli anni Settanta.

E’ stato lui a insegnare a tutti che l’elettricità è a sua volta uno strumento, e la si può suonare. La dinamica di uno strumento elettrico non s’esaurisce nel gesto di alzare il volume, ma comporta violente modificazioni della forma d’onda del suono prodotto. Entra nella ratio delle frequenze armoniche e ne sconvolge gli equilibri interni, satura il suono oltre i livelli della decenza, produce inneschi e feedback ritenuti fino a quel punto incontrollabili, estranei alla logica di qualsiasi discorso. Una potenza feroce e belluina, che però si poteva domare: fu Hendrix il primo ad usare la chitarra come una frusta.

Addomesticare l’elettricità, farla brontolare e ruggire a proprio piacimento, divenne un nuovo modo di produrre musica, gettò i presupposti di una nuova estetica. Il primo vero pupillo chitarristico di Miles fu John McLaughlin, che in quegli anni faceva le prime esperienze “hendrixiane” partecipando a una frustrante jam session con il virtuoso di Seattle, e incidendo “Devotion” con il suo batterista, Buddy Miles.

Miles riconobbe in lui il suo uomo. Con lui, la musica di “Bitches Brew” trovò il primo abbandono davisiano al volume in una sezione del brano omonimo che però venne estrapolata e inserita nel secondo Lp dell’album col titolo di John McLaughlin, in chiaro segno di riconoscenza. Ma in questo suo periodo hendrixiano (che include la collaborazione con Davis) McLaughlin mostrava scarso controllo della “bestia”: quando usava un solismo distorto non riusciva a far tacere le corde libere, che risuonavano imbrattando inutilmente il registro grave.

Il chitarrista riuscirà a far decantare il suo suono solo a partire dalla Mahavishnu Orchestra, plasmandolo coerentemente alle intenzioni sottese a quel progetto: disincarnato e passionale lirismo, violento raptus mistico, interiorizzato sturm und drang. Il significato predetermina lo stile! Diversi simboli e valori antropologici segnano la distanza tra Hendrix (o Davis) e il progetto Mahavishnu: un senso trascendentale della velocità, un virtuosimo alato e ben diverso dal tecnicismo occidentale, perché calato nelle filosofie inerenti ai valori musicali del progetto.

Il senso esoterico e mistico del duende nel flamenco, dello spirito dei Vedanta nella musica hindustani: le radici musicali della musica di Mahavishnu e del McLaughlin maturo trasportano con sé tutto il loro potenziale simbolico, ormai molto diverso dall’idea davisiana del volume. Una questione di significati segna la distanza da Miles non solo di McLaughlin, ma dell’intera scuola davisiana del jazz-rock, tutta misticheggiante tra yoga, buddismo e scientologia. Per Zawinul, che inizialmente condivideva l’uso del modulatore ad anello – massima approssimazione pianistica degli straniamenti chitarristici hendrixiani – con Mike Nock e pochi altri arditi, si trattò con i Weather Report di puro impressionismo sonoro, più descrittivista che astratto. Per Corea, con le edizioni elettriche di Return To Forever, di emulazione e simulazione chitarristica per via tastieristica (e bassistica: l’idea era perfettamente condivisa da Stanley Clarke).

Per Hancock, con Mwandishi e poi con Headhunters, si trattò invece di una specie di via di mezzo, al servizio – sempre meno jazzistico, sempre più funky e demagogico – del puro e semplice groove. Dopo molti tentativi, qualche rimpianto (la collaborazione mancata con Hendrix, il rifiuto di McLaughlin ad entrare nella working band), qualche relazione amichevole ma più feconda per l’amico (Carlos Santana) che per se stesso, il Miles Davis degli anni Settanta troverà il suo Hendrix altrove.

Del fantasma hendrixiano, la presenza/assenza verrà distribuita nell’intero gruppo. Nei primi anni Settanta tutti i musicisti di Miles sono elettrificati o quanto meno potentemente amplificati, e a un certo punto tutti gli strumenti melodici e armonici sono filtrati dal pedale wah-wah. Dal vivo la working band suonava ormai miagolante, quasi una protesi elettrica e futuribile di Bubber Miley o di Tricky Sam Nanton: una sinistra orchestra di giocattoli, un incubo a cartoni animati.

Quando non riusciva a toccare il sublime, Davis si sfogava nel sofisticato esercizio della parodia e del grottesco. Era come se, non riuscendo più a sorridere, provasse a farsi il solletico con un elettroshock. Più tardi crederà di vedere incarnato il suo prediletto fantasma in Pete Cosey, la cui irruenza chitarristica si esprime in un suono fangoso, melodicamente indecifrabile, davvero ridotto solo a presenza. Ronzio elettrico.

Per rafforzarlo, nel ’74, lo sosteneva con un secondo e anche un terzo chitarrista (Reggie Lucas, Dominique Gaumont). Tre musicisti per rappresentare un’approssimazione, il grado zero (presenza, fraseggio) del chitarrismo hendrixiano. Ma era proprio questo grado zero che Davis andava cercando. L’idea chitarristica dell’elettricità corrispondeva molto da vicino, nella sua modernità, ai valori più ancestrali. E’ a partire da Hendrix e dal Davis elettrico che l’arcaico, nella musica nera, diventa una categoria del moderno.

Il suono elettrico, il suono ricco, è quanto di più vicino all’idea africana di un suono “più grande”, contornato di ronzìi, fruscìi, sibili e crepitìi. Un suono dalle risonanze psichiche”. aggiungo io un altro grande musicista jazz profondamente influenzato da hendrix,il trombettista don cherry,che in una intervista ebbe a dire semplicemente : “hendrix è il migliore”.

FRANK ZAPPA

Frank Zappa, grande chitarrista e colto compositore(come hendrix ammirato anche da grandi musicisti classici contemporanei,boulez e varese per citarne due), ha sempre nutrito grande ammirazione per jimi hendrix chiamandolo inoltre a suonare, lui e Mitch Mitchell (il suo batterista negli Experience) a un concerto dei Mothers, scendendo poi dal palco e mettendosi tra il pubblico per sentirlo suonare con la band, mostrando un rispetto mai visto prima per il lavoro di un altro musicista e addirittura procurandosi grazie al roadie inglese Howard Parker la Stratocaster bruciata da Hendrix al Miami Pop Festival (Zappa la rimise in sesto e la utilizzerà nell’album Zoot Allures, prima di darla al figlio Dweezil).

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[tab title=YouTube] 
Jimi Hendrix su Youtube
poichè oggi you tube è diventato un mezzo di informazione fondamentale,mi è sembrato puntuale porre all’attenzione una serie di link di buona qualità sonora filtrati dalla grande mole di materiale non sempre di buona qualità se non addirittura falso…ciò non può minimamente sostituire la qualità discografica..dunque questo lavoro cerca di prendere il meno peggio(peraltro la maggior parte dei pezzi qui scartati e anche tanti qui inseriti sono talmente complessi da rendere veramente solo in stereo)ma può dare almeno un’idea vaga,una minima introduzione alla varietà tecnica di hendrix

http://www.youtube.com/watch?v=yT8sJn_GlHU
http://www.youtube.com/watch?v=w7ggQj4t4Sw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=R_nO0F4ugss

http://www.youtube.com/watch?v=Yq7tnNdaP88
http://www.youtube.com/watch?v=YpsuWVwY6Oc
http://www.youtube.com/watch?v=OeppuP6Mw9s
http://www.youtube.com/watch?v=Vo_WAbnKCPc
http://www.youtube.com/watch?v=0MfzLywiTn4
http://www.youtube.com/watch?v=krjm6N3e79g
http://www.youtube.com/watch?v=NhBMntUekA4
http://www.youtube.com/watch?v=EqA5gC3llY8&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=lfqjhAH6gTc
http://www.youtube.com/watch?v=ZZYoT6l7rrw
http://www.youtube.com/watch?v=Nu6mi5-5Flw
http://www.youtube.com/watch?v=yqlt6JDFRhk&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=ewM0TxX_ua4&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=nGqPzrNypzw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=EUg7xl4kKUw
http://www.youtube.com/watch?v=W8nstprydEI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=TKPY_EZtnrc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=TLgnY-W4pz0&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=TLgnY-W4pz0&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6Iu5ZLbyMFg
http://www.youtube.com/watch?v=9T7tl3ljZrk&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=QMtnrrGUH2Y&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=lOrpuw1J9Og&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=79PVlXAyCac&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=zMTSPx7dNBE
http://www.youtube.com/watch?v=sVvtIS2YGVI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=bGy_7qTvjDs&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=e7bHe3OV0rw
http://www.youtube.com/watch?v=hbYoKRyFXsA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=AZdiq1pa2O0
http://www.youtube.com/watch?v=zjBQHeFox84&feature=related

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  • Redazione

    Grazie a tutti voi, in particolare a Fausto e Melaz, abbiamo pubblicato la prima monografia ufficiale di GuitarList. Troverete una marea di informazioni, curiosità e risorse sull’attuale numero uno dei chitarristi presenti su questo sito.

  • Anonimo

    Volevo fare delle precisazioni. Come detto un po’ di tempo fa Hendrix non fa uso di Sweep Pickin’ come invece aveva scritto Fausto. I bending alla massima altezza (2-2toni e mezzo) riusciva a farli grazie al fatto che usasse un’accordatura “più bassa” rispetto a quella canonica, che poi è diventata canonica (standard) dopo.

  • Redazione

    [b]Melaz, sei il primo ad avere inviato un commento sul Nuovo GuitarList[/b]

  • Anonimo

    Grazie a voi che svolgete questa bellissima attività!!! E complimenti per la nuova “faccia” del Nostro Guitarlist!!!

  • Anonimo

    http://www.lefthandedguitarists.com/lefty_detail.php?id=18 miriadi di chitarristi sono mancini ma non hanno raggiunto quei risultati. inoltre il fatto di utilizzare eventualmente legati e staccati depone a favore della modulazione. hendrix aveva una predisposizione naturale a variare,per qui, inevitabilmente, il rumore delle meccaniche passa in secondo piano…non è neanche una storia legata alle rec del tempo,alvin lee in alcune rec del 69 fa sentire il rumore delle meccaniche.

  • Anonimo

    Ciao Fausto!!!! Sei tornato?!!! Come va la vita? 😀

  • Anonimo

    Ebbene Fausto dove sarebbe sto sweep?smilies/cheesy.gif

  • Anonimo

    Ciao Fausto bentornato:).Come stai?

  • Anonimo

    ciao mary,bentrovata anche a te,scusa,ho visto ora il tuo saluto

  • Ignazio Serventi

    Go Jimi Go!

  • Anonimo

    Ottimo pezzo. Un unico appunto: Jimi non mi pare usasse tutti i modi, non ricordo sue frasi “lidie” ma ciò non ha molta importanza: la sua fantasia era tale da portarlo comunque a un livello espressivo irraggiungibile. Sicuramente era ni grado di suonare qualsiasi cosa volesse ma per me rimane un immenso chitarrista blues, forse il più grande di tutti. Partendo da lì, andava poi dove voleva.

  • Anonimo

    è vero, jimi hendrix non è come tutti sti codesti rockettari, è troppo avanti pure oggi, è pieno di tanti di quei suoni che o fai spazio bene mentre ascolti o ti sembra solo casino, oppure in qualche pezzo ti pare pure facile

  • vince

    non poteva mancare una biografia così ben curata x un grande maestro come Hendrix.
    complimenti ragazzi per questa vostra attenta collaborazione e complimenti a tuti x guitar list….grandi!!!!