Brett Garsed: Intervista

In occasione dell’uscita del suo ultimo Album “Dark Matter” (Recensione), il grande chitarrista Brett Garsed, il maestro dell’Hybrid Picking, ci ha concesso una lunga e molto interessante intervista a tutto campo su musica, chitarre, tecnica, biografia e storia personale!! English version

 

Brett, grazie davvero per averci concesso l’intervista e Benvenuto su GuitarList

D. Diciamolo subito: “Dark Matter” è un grande lavoro! Molto Corale e molto sofisticato..

R. Ho iniziato a scrivere e registrare “Avoid The Void” e mi è piaciuta così tanto che ho deciso che era giunto il tempo di scrivere un nuovo Album. Mi ha fatto molto piacere scoprire che le canzoni arrivavano velocemente mentre le stavo scrivendo e che erano molto varie come mood e dinamica, cosa molto importante per me. In un Album non voglio nulla che suoni allo stesso modo.

D. Nel tuo playing si sente che sei semprer alla ricerca della melodia, mentre il linguaggio musicale che esrpimi rimane sempre molto articolato. Sembra che seguire la velocità non ti piaccia più di tanto se non è funzionale alla musica. E’ vero?

R. Comparata con la tecnica di molti chitarristi dei nostri giorni io mi definisco tranquillamente un chitarrista lento! Ho sempre creduto che la mia forsa come musicista sai il mio senso melodico così ho sempre fatto quello che sentivo naturale per me. Inseguire molte tecniche senza sapere bene che cosa farci, se non andare veloce,  mi sembra totalmente inutile. Così molti anni fa ho deciso consapevolmente di rallentare e prestare maggiore attenzione al fraseggio e alla melodia. Questo approccio è andato bene e penso che così potrò fare sempre musica migliore. Posso essere ancora molto stupito dalle incredibili capacità di altri chitarristi me come dico sempre, nelle mie mani sarebbero sprecate così penso sia meglio concentrarsi sulla malodia e il fraseggio.

D. Quali pensi siano le differenze principali tra “Dark Matter” e il precedente “Big Sky”?

R. Dark Matter ha momenti più heavy rispetto a Big Sky e questo è probabilmente dovuto al fatto che ho comprato  una chitarra 7 corde. Quando ho registrato le chitarre di “Quantum” dei Planet X ho abbassato l’accordatura della mia ESP Horizon ma quando Virgil Donati mi ha chiesto di andare in India con lui per suonare live l’album ho capito che mi serviva una 7 corde. Avere a disposizione la chitarra in studio mi ha dato la possibilità di sperimentare con suoni più heavy e con caratteristiche diverse, davvero molto divertente. Sono da sempre un grande fan della musica heavy sebbene abbia lavorato principalmente nel pop e rock durante la mia carriera, è stato molto divertente “pompare” la distorsione a aggiungere un po’ di “metal” alle mie song. I brani di “Dark Matter” soon probabilmente più intricati che quelli di Big Sky. Però penso che molte persone fraintendano nel definire Dark Matter un album “prog”. Penso che il tutto derivi dall’ascolto della title track in cui c’è una sezione con riferimenti Prog ma buona parte del resto dell’Album  è basato su melodie forti e refrain (lett. hooks), proprio come un album pop. E’ quello che sto cercando di fare con la mia musica, combinare elementi della fusion col progressive rock con forte attenzione a melodie che catturano e strrutture tipiche delle canzoni pop.

D. Sempre su Big Sky: ho amato da subito “Brothers”, una song meravigliosa e molto “sentita”. Come è l’hai composta e suonata?

R. Scrissi Brothers mentre stavo facendo un sacco di serate con Ric Fierabracci e Toss Panos a LA. E’ nata come brano che potesse essere suonato da un trio sebbene abbia fatto alcuni overdubs nella registrazione in studio. E’ stata l’ultima canzone che ho scritto per Big Sky e l’ho terminata dedicandola a mio fratello, che ho perso per un cancro nel 2002. Puoi immaginare che Brothers abbia un sacco di significati per me!

D. In Darl Matter hai un team di musicisti incredibili. Ce ne parli?

R. Phil Turcio, Gerry Pantazis, Craig Newman e io abbiamo una band chiamata “Damage”  e abbiamo fatto molte gig a Melbourne, in Australia, negli ultimi 3 anni. Dopo avere suonato con loro sapevo che sarebbero stati con me per il nuovo album. Io e Ric Fierabracci negli anni abbiamo suonato tante, tante volte insieme quindi lui è diventato una parte importante della mia carriera, e spero che continuerà ad esserlo! Mentre scrivevo la Title track “Dark Matter” stavo anche facendo delle registrazioni con Virgil Donati e lui ha suggerito che sarebbe stato un affare reciproco se lui avesse suonato una traccia sul mio disco.  “Dark Matter” è la canzone perfetta per lui l’ha semplicemente presa! Ric stava facendo tutte le parti di basso del disco ma io davvero volevo Craig almeno su una traccia, così Craig ha suonato la parte principale di basso di Enigma mentre Ric ha eseguito il solo. Abbiamo fatto 2 show a Melbourne l’anno scorso, Ric era giunto da LA così su questasong c’erano due bassisti sul palco..very cool!Non ho dato a Phil e Gerry alcuna indicazione se non spedire loro la demo da registrare e loro hanno fatto cose perfette in ogni song. Sono davvero un uomo fortunato di avere come amici simili musicisti di livello mondiale.

D. Dark Matter “suona” in modo molto convicente, molto caldo. Raccontaci come lo hai registrato e quali strumenti hai utilizzato?

R. L’intero Album è stato registrato e mixato usando Logic Pro. Ho registrato tutte le mie parti con il mio Bogner Ecstacy collegato ad una cassa Hughes and Kettner 4X12 che ho isolato in un grande isobox così ho potuto registrare a casa. Anche gli altri hanno registrato a casa e Ric Fierabracci ha mixato e masterizzato l’Album. E’ un collega con un incredibile talento! Ho anche usato un amp TXD Bivalve per alcune parti con suoni puliti. Ho usato una gran varietà di chitarre sebbene il mio strumento principale rimanga la  ESP Horizon blu che ho suonato negli ultimi 6 anni. Ho usato anche una Fender Stratocaster del 1975, la mia Steinberger GS che ha montato anche un Pickup Fernandez Sustainer, una splendida Gibson ES 336 che mi è stata data dal mio caro amico Sandeep Chowta, e infine la LTD 7 corde.

D. Sei uno dei Maestri della chitarra moderna. Hai sviluppato e portato a livelli altissimi la tecnica dell’Hybrid Picking e usi lo slide in un modo assolutamente non convenzionale. Ho amato il tuo Video REH “Rock Fusion” e l’incredibile Album “Quid Pro Quo” con TJ Helmerich, Parlaci della tua evoluzione tecnica.

R. Mi farebbe piacere essere pensato come un Maestro!! Ho iniziato a usare la tecnica ibrida (plettro più dita ndr) quando avevo 14 anni. Un giorno guardai in basso e il dito medio della mia mano destra stava suonando le corde proprio come il plettro e così ho cominciato. Alla fine le altre dita sono entrate in gioco nel tentare di imparare le canzoni di Leo Kottke ma non lo avevo mai visto suonare e non sapevo che suonasse con il pollice. Ho pensato che tutti usassero il plettro e ignoravo completamente cose come il Thumb Pick o altre tecniche già esistenti. Sono cresciuto in una parte molto isolata dell’australia e naturalmente non c’era Youtube o altro di simile così l’unica via praticabile era la “prova ed errore”, molti errori nel mio caso! E’ stato per imparare le canzoni acustiche di Leo Kottke che ho sviluppato  forza e facilità  con medio, anulare e mignolo della mano destra. Potevo suonare arpeggi usando il plettro e le tre dita rimanenti. Ho scoperto che i chitarristi country usano l’hybrid picking (il chicken picking ndr.) ma, ad essere onesto, non ho mai visto nessuno usarlo come lo uso io. Fino a quando non ho pubblicato il video “Rock Fusion”, non ho mai visto nessuno approcciare l’hybrid nel mio modo, ora è molto comune forse proprio perchè il video ha avuto un grosso impatto su molte persone. Non so! Mi rende molto felice pensare che sia stato utile in senso didattico, anche perchè il video non è stato molto popolare e la Warner Chappel smise di venderlo abbastanza rapidamente.

L’approccio “legato” è stato una naturale conseguenza senza alcuna influenza esterna. Solo 5 o 6 anni dopo avere iniziato ascoltai Allan Holdsworth e capii che suonava con lo stesso approccio. Amo davvero la musica di Allan e il suo playing così ho pensato di essere sulla strada giusta e ipotizzo che lo sia stata.

Ho iniziato con lo Slide quando avevo 14 anni dopo avere visto Joe Walsh in uno show televisivo, ecco perchè metto lo slide nell’anulare. Dopo essere impazzito per una settimana con l’accordatura standard, un mio amico mi suggerì di accordare la chitarra in open A o open E così comprai una copia Les Paul molto economica e provai fino a che non sviluppai alcune tecniche. Poi tornai all’accordatura standard e da allora lo uso così.

La tecnica angolata (con lo slide) è stata una mia invenzione ed è stata la soluzione per avere gli stessi intervalli che avevo con accordatura aperta. Recentemente ho visto un video di Jeff Beck dei primi anni 70 e lui già lo faceva, è davvero un genio e un’innovatore in così tanti modi diversi. Ho anche fatto mia la tecnica di Sonny Landreth per usare altre dita intorno allo slide e questo è un grande approccio. Lui è uno straordinario chitarrista!

Incontrare TJ Helmerich ha devvero cambiato le cose per me esattamente come avere scoperto il reale potenziale dell’hybrid picking, grazie al primo video didattico di Frank Gambale. Frank mi ha fatto davvero capire come usare la mia tecnica in un modo “musicale” così come lui già faceva con lo sweep picking. Per me è stata una continua espansione del mio stile e questo lo devo totalmente ai concetti didattici di Frank. Mi stavo annoiando con il tapping a due mani ma solamente dalla mia prospettiva. Non potevo immaginare che significasse molto di più (che un semplice effetto) fino a che non ho visto TJ usare il tapping. Lui ha letteralmente legittimato questa tecnica portandola ad un altro livello tecnico e musicale. Così è stato semplice decidere di fermarmi con il tapping. Non mi manca per nulla ma ora sembra tornato di moda sebbene non abbia più visto nulla di più cool di quello che TJ già facevo 20 anni orsono. TJ era così lontano dal suo tempo che ci sono voluti molti anni ancora prima che qualcuno si avvicinasse a lui.

D. Tre dei tuoi maestri (chitarristi, radici, influenze)

R. 3 sono troppo pochi! Non posso iniziare a fare i nomi di qualcuno se almeno non ne posso indicare 100 o più!!

D. Tre nuovi chitarristi che ti hanno impressionato

R. Te ne segnalo 5, tutti Australiani: Chris Brooks, James Muller, Michael Dolce, Jeremy Barnes e Macel Yammoni. Dire che “mi hanno impressionato”  potrebbe però sembrare altezzoso da parte mia. Diciamo che mi hanno completamente atterrito…non ho idea di come fanno quello che fanno!

D. Progetti Futuri?

R. Non ne sono sicuro. Spererei di potere portare in tour il mio nuovo materiale ma è praticamente impossibile perchè sono un musicista indipendente e semplicemente non me lo posso permettere così continuerò a sperare per il meglio e cercare occasioni di lavoro. MI farebbe davvero piacere suonare lo slide per un artista famoso ma anche questa la vedo lunga. Potendo farei davvero un sacco di cose differenti, in ogni caso mi ritengo molto fortunato per le cose che ho fatto. Sono estremamente grato per tutte quelle che ho potuto fare!