GuitarList intervista Alex Masi

Grazie ad Alex Masi per l’intervista che ci ha rilasciato in occasione delle sue clinic Italiane in corso in questi giorni!! 

INTERVISTA A:
Alex Masi
15/10/2004 14.12.13


1. Alex, innanzitutto è un grande piacere averti ospite su guitarlist.it! Tu sei un grande chitarrista italiano che lavora moltissimo (e vive) negli USA. Ci racconti in breve il tuo percorso artistico e chitarristico e le tue esperienze al di là dell’oceano?
in breve?…ci vorrebbero 3 giorni….nato a venezia, immerso nella musica da quando avevo 1 anno con i miei che suonavano dischi di bach e altri classici…una ragazza che lavorava a casa nostra un giorno porto’ dei 45 giri dei beatles, rolling stones e hendrix e da quella volta la mia vita non e’ stata piu’ la stessa…a 16 anni avevo un gruppo sperimentale di fusion….a 22 sono andato a vivere a londra per un anno suonando con vari gruppi della scena heavy dell’epoca…a 23 anni sono tornato a venezia e ho formato i dark lord con i quali sono rimasto fino a 25 anni registrando, facendo tours etc…dopidiche’ sono finito a los angeles su richiesta di una casa discografica…vivo ancora li’…amo il posto…ho registrato un po’ di dischi heavy, un po’ di dischi classici e un po’ di dischi strumentali…adesso suono solo quello che mi piace il che puo’ variare da bach a hendrix a musica indiana a fusion jazz a heavy rock.

font color=”#c0c0c0″>2. Che differenza c’è tra l’essere chitarristi in Italia e negli Stati Uniti? Quali le diferenze legate al “mestiere” di chitarrista e quali diverse prospettive tra un paese e l’altro?
di base e’ la stessa identica cosa…l’unica differenza (seppure mastodontica) e’ l’essere esposti a miriadi di influenze e contatti che in italia sono semplicemente impossibili….ho imparato piu’ cose stando a contatto con situazioni assolutamente irripetibili che in anni e anni di studio…per qualsiasi musicista o artista in genere e’ essenziale avere inputs provenienti da sorgenti diverese…non necessariamente musicali ma intense in ogni caso….poi c’e’ il fatto piu’ pragmatico delle possibilita’ di lavoro che se uno si da’ da fare negli usa sono molte….in italia purtroppo tuttora c’e’ uno strano squilibrio fra’ professionalita’ e dilettantismo da dopolavoro.

3. Hai registrato 8 album dal 1987 ad oggi. Quali sono i generi che hai esplorato (se di generi possiamo parlare)? Quali sono a tuo parere i dischi che consiglieresti per avvicinare gli ascolatori alla tua musica?
da giovanissimo ho iniziato con la musica classica, fusion (allora si chiamava jazz rock) e hard rock…poi mi sono interessato a forme piu’ sperimentali di musica…nei miei primi dischi ho fatto sopratutto metal, melodic metal….poi con gli strumentali mi sono piu’ avventurato in territori di ibridi jazz sperimentali…

4. Quale sono stati i tuoi studi e quale è stato (ed è) il tuo approccio tecnico allo strumento?
ho studiato piano per anni e poi ho preso un paio di pezzi di carta dal conservatorio ma ho studiato pochissima chitarra classica…non mi ha mai entusiasmato il repertorio per la chitarra classica…sor, carulli, tarrega etc…mi piacevano molto le suites per liuto di bach ma mi piacevano di piu’ suonate sul liuto e non sulle corde di nylon della classica…il resto sull’elettrica l’ho fatto da solo copiando altri grandi che amavo…il mio approccio sullo strumento oggi e’ abbastanza casuale…non penso assolutamente a cosa faccio mentre improvviso…cerco un balance fra’ dita e spirito e prego dio che funzioni ogni volta…quando compongo invece seguo metodi piu’ razionali.

5. Nelle tue clinic italiane quali sono i principali argomenti che verranno trattati e con quale impostazione metodologica?
mostrero’ un po’ del mio modo di affrontare pezzi vari…miei e di altri…cerchero’ di far vedere alternative al classico 3 dita per corda…alcune idee su’ spostamenti di accenti su’ gruppi dispari (tratto da musica hindustani e karnatic)….e sopratutto saro’ a disposizione delle domande che mi saranno rivolte…

6. Hai suonato con il grande Allan Holdsworth. Tempo fa lessi in una sua intervista ad una rivista italiana (mi pare “Chitarre”) che si era molto divertito a lavorare sul tuo disco e che ti considerava un chitarrista di grande talento. Come hai vissuto questa esperienza, come è stato il rapporto (chitarristico) con Allan? Cosa pensi del suo approccio alla chitarra ed alla musica in generale?
allan e’ stato un mio eroe fin da quando avevo 13 anni e l’ho scoperto su’ un disco dei tempest…da allora non perdo un album o un concerto…spesso lui suona vicino casa mia a los angeles in un locale che si chiama baked potato ed e’ come averlo che viene a suonare sottocasa….cosa dire di lui?…il fraseggio piu’ inaudito della storia…non si basa mai su’ cliches o patterns…sa’ come girare intorno a un accordo come nessun altro sul pianeta terra…e’ una leggenda musicale vivente. e poi fa’ un’ottima birra a casa sua che gli dico sempre che dovrebbe mettere in commercio…

7. Domanda obbligata in un sito che parla di grandi chitarristi! Quali i tuoi preferiti?
molti…hendrix, beck, clapton, page, holdsworth, mclaughlin, metheny, shawn lane etc ma sono anche preso moltissimo e a volte anche di piu’ da altri strumentisti tipo pianisti, sassofonisti, violinisti, cantanti ( indiani e pakistani) e anche percussionisti…

8. Che setup utilizzi di solito, quali elettriche ed acustiche sono le tue compagne in studio e live?
negli ultimi anni sto’ usando MANNE GUITARS con le quali ho avuto ottimi risultati….sia acustiche che elettriche…uso anche delle vecchie charvel e carvin che ho modificato anni fa’ e che sono un po’ come vecchie pantofole che ogni tanto fanno piacere ai piedi….ultimamente uso molto i prodotti di line 6…i vari pod….ho un sistema a casa per eliminare il suono digitale di quelle macchine e mi ci trovo bene….

9. Tre consigli per chi è all’inizio della sua avventura chitarristica..
passate ore ed ore a imparare varie formule di diteggiatura con tutte le alternative…spingentevi al limite delle vostre capacita’ fisiche e poi una volta raggiunta una certa scioltezza dimenticatevi di fare esercizi e concentratevi sulla musica…ascoltate motli tipi di musica diversa non solo un genere…c’e’ roba incredibile ovunque…e ascoltate vari strumenti non solo la chitarra

10. Tre consigli per chi sta decidendo se fare il “grande salto” di diventare un chitarrista professionista.
il grande salto verso il professionismo avviene solo quando qualcuno ti da’ da lavorare come musicista…ad alcuni succede improvvisamente, altri passano anni a rincorrere la possibilita’…l’unica cosa da tenere presente e’ di suonare perche’ si ama la musica non per fare una carriera…molta gente nel business si e’ dimenticata il rispetto e l’amore per l’arte e il loro lavoro ne risente….cercate di avere il vostro materiale in ordine, dalla tecnica al suono alle idee…non entrate in competizione con altri musicisti.

Bene Alex, un saluto e grazie da Guitarlist.it

Un saluto anche a voi e grazie!
Alex Masi