GuitarList intervista Daniele Gottardo

A qualche mese dall’uscita di “Non Temperato”, abbiamo l’onore di ospitare Daniele Gottardo sul nostro sito! Insieme al successo dell’incredibile Album del 2014, da qualche giorno Daniele sta deliziando le nostre orecchie con la versione interamente orchestrale  “The Little Match Girl”, brano già presente in Non Temperato, in cui, udite udite, l’imprevedibile Gottyboy, ha fatto suonare le sue parti chitarriste al corno inglese. Facciamoci spiegare il tutto direttamente da lui..

 

D. E’ la prima volta che sento una chitarra elettrica immersa in un progetto di musica contemporanea con orchestra. I miei complimenti (che si uniscono a molti altri, non ultimo Jason Becker), da dove si è originata un’idea così coraggiosa?

R. L’idea di realizzare un lavoro del genere era già nella mia mente da molti anni, già dai tempi del mio primo disco Frenzy of Ecstasy. A quel tempo non avevo la capacità di fare degli arrangiamenti del genere e il mio primo disco è molto più “classico” nel senso di disco chitarristico dove la chitarra è sempre la prima donna! Penso che questo modo di comporre ormai sia saturo e con questo lavoro credo di essere riuscito a dimostrare che esista un’alternativa e che la chitarra elettrica distorta non abbia già detto tutto. Sono sempre stato appassionato di armonia e composizione classica, una cosa che ho coltivato parallelamente allo studio della chitarra elettrica moderna. Ad un certo punto ho iniziato a pensare ad un idea del genere e mi sono concentrato molto sullo studio dell’orchestrazione e arrangiamento, anche annoiato un po’ dalla chitarra e dai chitarristi in generale. Poco alla volta ho sviluppato i brani (insieme a tantissimi scarti!) che compongono il disco.

 

D. Il titolo dell’Album è “Non Temperato”. C’entra forse un tal Schönberg? Qual’è l’idea armonica che ha animato il lavoro (mi è parso di sentire una sorta di filo rosso musicale che lega tutti i brani dell’album)

R. Ho divorato i lavori teorici di Schönberg e senza dubbio il suo pensiero mi ha ispirato tantissimo, ma non c’è nessuna relazione tra Arnold e il titolo del disco. “Non Temperato” è un semplice gioco di parole cha abbiamo trovato suonare bene e anche divertente. Dal punto di vista compositivo ho cercato di dare omogeneità a tutti i brani, (il mio primo lavoro era molto più vario da questo punto di vista, cosa che non è sempre da considerare un pregio!). Forse il filo rosso che senti è proprio nelle scelte armoniche mirate a ricreare un sound identificativo. La componente armonica è molto importante nella mia musica e cerco sempre di trovare un colore caratteristico per ogni brano provando e riprovando tramite puro calcolo combinazioni di accordi  e collegamenti non proprio scontati (almeno per il mio orecchio), poi è chiaramente il colore che mi ispira di più a darmi un’ input su cui lavorare. Parlo di colori perché non c’è nessuna differenza tra armonia e colore per me, ragiono ancora in termini pittorici (mia prima esperienza artistica). Riguardo al sound ho cercato di evitare tutti quei collegamenti di accordi spesso banali che si sentono facilmente nel jazz/fusion e che ancora oggi tutti usano. Alcuni accordi “banali” come Maj7 e Min7 sono stato usati solo di passaggio e presi per via cromatica così da prendere un sapore diverso dal tipico approccio tonale e modale moderno. Anche qui nulla di nuovo, erano cose assolutamente sperimentate nella musica del tardo ottocento e nei primi del novecento!

 

D. Hai curato personalmente anche la composizione e gli arrangiamenti? 

R. Certo ho curato tutto il lavoro di composizione e arrangiamento, la cosa è durata alcuni anni, non ho mai nessuna fretta quando si tratta di lavorare a del materiale originale e spesso impiego molto tempo a realizzare un brano, prendendo anche lunghe pause durante il lavoro di composizione. Quasi sempre curo l’arrangiamento e la composizione contemporaneamente, per me l’orchestrazione è parte integrante dell’idea musicale e quando intravedo un’idea da sviluppare inizio direttamente dagli strumenti che ho immaginato e sul come amalgamarli tra loro, spesso facendo numerose prove e variazioni, questo può richiedere tempo. Per la  pre-produzione mi affido a Logic Pro dove lavoro con librerie di suoni virtuali, è un programma intuitivo per quanto riguarda la programmazione midi. Non uso tastiere per scrivere, faccio tutto a mano così da curare nei dettagli le linee dei singoli strumenti che programmo, questo per poi dare dei buoni riferimenti ai musicisti che poi suoneranno e registreranno i brani. Per il lavoro di editing e mix mi affido a ProTools in studio.

 

D. Hai fatto eseguire le parti ad un’orchestra vera? O hai registrato i singoli strumenti? Hai lavorato in home recording o in studio?

R. La pre-produzione è stata fatta nel mio home studio, questa fase è importantissima e deve essere curata nei minimi dettagli, molti musicisti poco abituati allo studio di registrazione hanno spesso l’idea che per il solo fatto di andare in studio si possa ottenere un prodotto dal suono discografico, non è sempre così! Se non entri in studio con le idee chiare su quelli che sono i suoni da utilizzare e su quello che è l’arrangiamento rischi di perdere soldi e tempo e magari accusare lo studio se il lavoro poi non esce come immaginavi!

In studio ho curato le sessioni di registrazione di tutti gli strumenti, abbiamo iniziato dalla sezione ritmica di basso e batteria (dove prevista), per poi passare al quartetto d’archi, registrare gli strumenti separati mi ha dato la possibilità di tornare alle partiture e fare alcune revisioni (chiaramente gli strumenti reali prendono altri spazi rispetto alle semplici librerie virtuali, per quanto buone possano essere!). Successivamente abbiamo registrato la sezione dei legni, alcuni parti di piano e per finire ho registrato qualche strumento che ho aggiunto in fase finale ma che ha contribuito a dare un suono caratteristico come il controfagotto spesso accoppiato alla chitarra 7 corde,  il corno inglese e corno francese, infine qualche parte di soprano. Alcuni strumenti meno importanti con parti poco in rilievo sono rimasti dei suoni virtuali. Solo a quel punto e a disco praticamente mixato ho registrato le mie parti di chitarra, questo perché volevo essere più “dentro” possibile ai brani e per fare questo dove suonare sul prodotto praticamente finito! Il disco è stato registrato a Rovigo al New Frontiers Recording Studio, mio studio di fiducia!

 

D. Come hai gestito il rapporto tra la tua chitarra (sempre la Strato rossa scallopped?) e gli altri strumenti? A differenza di altri lavori con chitarra elettrica e orchestra (penso a Malmsteen), sembra che tu abbia volutamente cercato di armonizzare il suono elettrico con gli strumenti classici, quasi a volere creare una “voce” tra le altre, per dare maggiore risalto alla composizione e alla Musica. Come hai gestito il suono? Ampli veri, Emulazioni?

R. Non volevo fare un disco alla Malmsteen o che ricordasse qualcosa del rock progressivo. Quasi tutti i tentativi che ho sentito anche in tempi recenti sono fallimentari in tal senso e la cosa più complicata riguardo la realizzazione di un progetto simile è proprio trovare un equilibrio tra questi due mondi timbrici così distanti, il suono distorto (a cui rimango fedele) e il suono così morbido degli strumenti di orchestra. La difficoltà non è stata solo amalgamare la chitarra elettrica ma anche il basso elettrico e la batteria, un power trio di questo tipo può facilmente distruggere il lavoro polifonico (quando c’è) nell’arrangiamento e questo ha richiesto molto lavoro e tantissime prove, diciamo che è la parte del lavoro di cui vado più soddisfatto, aldilà delle composizioni stesse. Il tentativo è stato appunto mixare i due mondi sonori, per fare questo il lavoro deve essere fatto alla base, la composizione deve nascere in questo senso e il suono deve adattarsi all’idea e mai il contrario, il problema alla fine è trovare delle idee…

Devo dire che registrare in studio con tanti strumenti classici ha ispirato moltissimo il modo di suonare in quel tipo di situazione, sono sempre ispirato da diversi strumenti mentre suono i brani di Non Temperato, a volte penso di essere un oboe, un un’altro volta un fagotto! Spesso la mia parte si riduce ad un ruolo di contorno per, come dici tu, dar risalto a tutta l’ idea musicale complessiva. I chitarristi penso siano tra i peggior ascoltatori, spesso vogliono solo ascoltare la chitarra parlando di “bel suono” oppure vogliono solo vedere le dita correre con un paio di licks banali che oggi sembrano andare di moda, la cosa mi deprime non poco sinceramente.

Per quanto riguardo  suoni di chitarra sono ancora un fedele delle valvole! Ho usato la mia solita Strato rossa ed un sistema di biamp, Marshall JCM 900 per il suono dry e una Bogner Ubershall per il segnale wet, é poi stato aggiunto al mio segnale  lo stesso riverbero della sezione orchestrale per amalgamare il tutto.

 

D. Forse è prematuro chiederlo. Data la “botta” creativa di questo lavoro, hai già nuovi progetti in testa?

R. Pochi giorni fa è uscito su Itunes un mio lavoro interamente orchestrale, si tratta di “The Little Match Girl” un brano già presente in Non Temperato. La mia chitarra è stata sostituita dal corno inglese (uno strumento che condivide il registro centrale con la chitarra e che per questo ho trovato idoneo alla parte, oltre ad avere un timbro davvero caratteristico). E’ un brano a cui sono molto legato e ho voluto darle questa veste, in futuro non escludo di rivedere altri brani del disco in questo modo o di comporre per un organico che non preveda il mio strumento, alcuni musicisti non abitati ai suono elettrico sembrano poi apprezzare di più questo sound più “classico” (e a dire il vero anche più semplice da ottenere). Al momento sto’ studiando molto composizione e portando avanti le mie idee personali sulla chitarra, devo imparare ancora tutto dalla musica e ho le idee poco chiare al momento di quello che farò. Penso ad un ritorno più chitarristico ma anche a un futuro senza chitarra! Vedremo!

Grazie per l’intervista ragazzi e continuate così!
Daniele

Grazie a te Daniele!!! Anche tu continua così!!
Franco

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