GuitarList intervista Paolo Giordano

Paolo, Guitarlist è un sito dedicato ai grandi chitarristi. Per questo motivo ogni volta che incontriamo un grande chitarrista siamomosso dalla curiosità di “raccontarlo” nel migliore dei modi al pubblico del sito. Vorremmo entrare in un percorso che faccia capire al pubblico del sito, in non più di 10 domande, chi sei come artista e come chitarrista e cosa significa Suonare la chitarra acustica oggi.

INTERVISTA A:
Paolo Giordano
30/09/2003 17.32.50

1)Innanzitutto il musicista Paolo Giordano..quando e come è inziata la tua avventura musicale ed acustica, quali le origini e le principali influenze?
Ho iniziato per caso prendendo lezioni da un amico di famiglia ..avevo più o meno 16/17 anni ero affascinato dal blues, rock, specialmente quello che proveniva dall’America (anche se non disdegnavo quello inglese).
Da un semplice gioco e passatempo, la chitarra divento’ una vera passione e mi avvicinai anche (quasi contemporaneamente ) alla chitarra acustica (leo kottke, jorma kaukonen, james taylor, crosby stills nash e young, ry cooder)

2) Raccontaci quali sono state le “pietre miliari”, i momenti nei quali hai avvertito delle conferme dal tuo pubblico, i “punti di svolta” nei quali il tuo approccio alla musica ed alla chitarra si è consolidato ed evoluto.
Sicuramente il primo acoustic music festival di pescara ma soprattutto il tour “cambio“ con Lucio Dalla: li’ c’e’ stata crescita e conferma allo stesso modo in seguito ci sono stati importantissimi festivals, ognuno dei quali, a suo modo, e’ stato per me una pietra miliare, fino ad arrivare agli ultimi tours americani.

3) Oggi quali sono i “sentieri” musicali che stai esplorando? Mi piacerebbe che ci raccontassi come nasce la tua musica, cioè il tuo rapporto con la musica, le componenti culturali e “spirituali”…cioè qui vorrei sottolineare che dietro ad un chitarrista non c’è solo tecnica e movimenti delle mani ma un’anima, un uomo che dà se stesso agli altri attraverso la sua musica
Attualmente sto’ sperimentando una chitarra arpa 11 corde e sto suonando chitarre lap steel (quelle che si suonano “lap” ..sulle gambe con lo slide ). Inoltre ho iniziato a comporre dei brani con la tecnica slide + tappin’ sulle sei corde tradizionali.
Per quanto riuarda le composizioni sono spesso influenzato da quello che mi succede attorno….cerco di disegnarlo con la musica
A volte sono paesaggi (lonely pathways, la foresta incantata) altre volte sensazioni a stati d’animo (incontro mancato, thinkin’ elf) o esperienze vissute (lucky twice) o incontro mancato, brano dedicato a mio padre che ho perso quando avevo 12 anni. Solitamente parto da una cellula melodica o ritmica per poi tessere tutto il brano.
Mi e’ capitato comunque di comporre di getto un pezzo dall’inizio alla fine la componente spirituale e’ fondamenteale in tutto questo perche‘ anche se apparentemente invisibile, condiziona (ovviamente) tutto il mio stato d’animo e la mia esistenza.
Dovrei forse, e lo faro’, scrivere un brano su Gesu’ Cristo…per il momento mi limito a ringraziarlo nei miei dischi e a pregarlo prima di suonare.

4) Sei molto conosciuto per un approccio tenico-chitarristico che dire fenomenale è dire poco e del quale sei maestri indiscusso a livello mondiale. Sei spesso messo sullo stesso piano (ed io concordo pienamente) con chitarristi come Michael Hedges..r accontaci come si è sviluppato e quale è il rapporto fra questo approccio e la creatività
l’approccio che ho sullo strumento mi permette di utilizzarlo a 360 gradi ….e’ questo tipo di linguaggio che permette di dare alla mia creativita’ lo spazio necessario alla mia comunicazione.
Tutto e’ accaduto in maniera casuale..fondendo tecniche rock a quelle fingerstyle; a questo si è aggiunta l’esigenza di creare una sonorita “piena” che non facesse sentire (con le dovute ovvie differenze) la mancanza di una base ritmica (un one man band e’ sempre tale.. non puo’ essere come una band completa …..ci si prova 🙂
 
 
5) Il mio punto di vista è che la tecnica a due mani e percussiva applicata alla chitarra acustica ne ha aumentato in modo considerevole le possibilità espressive, quasi come se la chitarra diventasse una tavolozza con cui “colorare” gli spazi sonori, dando vita ad una nuova forma di espressività artistica del tutto inedita e molto affascinante… tu che ne pensi?
E’ proprio quello che penso …riallacciandomi anche alla domanda precedente, e’ proprio un elemento in piu’ da poter sfruttere e metterlo a disposizione della propria creativita’

6) Oltre al fatto che nelle situazioni live il tuo approccio da vita ad un playing molto dinamico e finambolico..che in qualche modo cattura ancora meglio l’attenzione del pubblico verso la “musica” suonata in quel momento
Penso sia vero ..ma senza perdere di vista il feeling, il messaggio, il cuore, il pubblico ormai e’ molto maturo e riesce a capire ed andare oltre il semplice fatto tecnico.

7) Nei tue due dischi solisti hai collaborato con artisti come il grande bassista Michael Manring, e la cantante Patti Catcart (di Tuck and Patty), Alex Acuna…raccontaci del loro ruolo nella tua musica.
Con questi artisiti non puoi che lasciar loro carta bianca in pochissime situazioni ho richiesto delle cose particolari, hanno un’esperienza immensamente più lunga della mia per cui una volta in sintonia ogni cosa va nel suo posto senza problemi.

8) Hai avuto anche collaborazioni nel musica pop, in particolare con Biagio Antonacci eLucio Dalla, ci racconti quale “scambio” di reciproche esperienze c’è stato con questi artisti, ed in particolare con la sensibilità anche da produttore di Lucio Dalla?

Con lucio c’e’ stato il “battesimo del fuoco”: devo molto a lui mi ha dato la possibilita’ di proiettare la mia musica verso il grande pubblico. Che dire di lui, lo conosciamo tutti: e’ uno che ha dato moltissimo alla musica, e’ genio e pazzia (si puo’ essere l’uno senza l’altro?)..nel suo tour mi faceva suonare a 9 metri di altezza!!!. E’ ovvio che ha un gran fiuto anche come produttore

9) Come vedi la scena musicale e chitarristica in particolare in Italia, come vedi il ruolo della chitarra e dei chitarristi acustici? La mia impressione è che l’acustica stia attraversando un buon momento, con molti chitarristi bravi ed impegnanti sul serio a diffondere la loro musica, magari anche tra mille difficoltà. In più sembra esserci anche una sensibilità per lo meno in alcuni importanti manifestazioni di settore (ad es. Sarzana) e, perchè no, forse anche di Internet (ad.es. Accordo)
E’ anche grazie a voi che si parla di acustica e per questo vi e ti ringrazio.
Sicuramente c’e’ interesse: come dicevi tu il festival di Sarzana o altri, tuttavia e’ un “momento“, non un “buon momento“, speriamo ce ne siano di buoni (come ad.es negli anni 70 quando i concerti di chitarra acustica riempivano gli stadi).
Sicuramente c’e’ fermento, interesse..ma tanto deve essere ancora fatto.
Poca promozione o scarso interesse nelle radio, nelle televisioni. Sicuramente c’e il “materiale umano“ ma la nostra utenza è sempre di nicchia..comunque personalmente non mi lamento

10) Cosa consiglieresti a chi si affaccia allo strumento acustico per la prima volta, quale il percorso più corretto per diventare un chitarrista acustico? Ci descrivi l’approccio metodologico di fondo della tecnica a due mani e percussiva?
Riguardo alla prima domanda consiglierei di non trascurare la ritmica.
Poi studiare i maestri (posso dire cosa ho fatto io, vale a dire tutti coloro che hanno dato a questo strumento qualcosa di veramente grandioso; quindi da kottke a kaukonen passando per james taylor, crosby stills nash e young, ecc.. insomma tutta la tradizione californiana.
Per l’acoustapping consiglio di avere poi una buona padronanza del fingerpickin, per poi inserire elemementi di tappin’ e percussivi….
poi sperimentare , sperimentare e sperimentare

11) Infine la tua strumentazione, quali chitarre usi e quale setup per amplificarti. Prediligi degli strumenti in particolare? Ci sono dei legni che ritieni più efficaci per il tuo approccio ed in generale per l’approccio a due mani e percussivo? Quale la chitarra adeguata per chi si avvicina a questo approccio per la prima volta?
Attualmente suono chitarre Larrivee, ma nel mio parco chitarre ci sono Martin che ho utilizzato per lungo tempo. Prediligo le Dreadnought (D35, D41 Martin o D10 Larrivee) in palissandro.
Comunque quando scelgo una chitarra la analizzo molto a fondo – e’ un po’ complicato spiegarlo – dipende dai legni ma da tante altte cose.
Solitamente uso un pcm 70 della Lexicon come riverbero.
Attualmente le amplifico con il doppio sistema della Baggs e quello della Schertler.

Grazie Paolo, lasciamo i nostri lettori con i tuoi interessantissimi video e le tue lezioni, che accompagnano e completano questa bella ed appassionante “chiaccherata”…

Grazie a te e agli amici di Guitarlist
Paolo Giordano

  • luca villani

    [google]z39n7[/google] 🙂