GuitarList intervista Salvatore Russo

Ringraziamo di cuore Salvatore Russo per questa bella intervista, davvero una bella chiaccherata su una carriera quasi ventennale, dalla chitarra elettrica alla chitarra Gipsy.

INTERVISTA A:
Salvatore Russo
06/06/2007 12.45.13


Ciao Sal, è un piacere averti qui su Guitarlist
E’ un piacere mio Franco!

1. Ci siamo conosciuti qualche anno fa al DISMA e, armato di Peavey Wolfgang, facevi impazzire tutti i presenti con un playing modernissimo e molto aggiornato dal punto di vista del bagaglio tecnico. Dopo qualche anno ti  vedo impegnato con una chitarra acustica (specifica per il genere gipsy), a suonare musica di tipo completamente diverso, con ilprogetto “gypsymood”.  Cosa è successo, da dove è venutal’ispirazione per un cambio di genere così deciso?
Ricordo, quella volta al Disma mi sono divertito molto, ero endorser della Peavey Italia e dimostravo le chitarre modello Van Halen con relativo amplificatore 5150. Non avevo musicalmente preparato nulla, così portai delle basidi batteria e tastiere. Io ed il bassista Enrico Galetta improvvisammo tutto tranne i temi principali che erano semplici, forse un pò scontati ma molto efficaci.
Per quanto concerne la chitarra gypsy jazz, è stato un passaggiomusicale graduale. Ho cominciato ad ascoltare alcuni braniimportanti di questo stile musicale. Composizioni di DjangoReinhardt come Nuages, Rhytme Futur, Minor Swing, Anouman. Sono brani che una volta  che li hai sulla chitarra, e li hai nellatesta, sono come una droga! Non puoi fare a meno di suonarli e risuonarliprovando e riprovando gli innumerevoli sviluppi musicali che hanno avuto e possono ancora avere nel tempo.E poi è fantastico suonare con una di queste chitarre Selmer style.Come posso spiegarti………Immagina, di suonare senza l’ ausilio della distorsione, senza effettiparticolari tipo delay, chorus, compressori o altro. Senza amplificatore,con una chitarra che non ha un manichetto con le corde sottili come capelli,senza leva del vibrato, oppure senza elastico al capotasto, dove non puoifare tapping a otto dita, non puoi suonare con la tecnica del legato e soprattuttonon puoi improvvisare in maniera monotematica, ma ogni accordo che senti ha un suo mondo di note diverso dagli altri. La chitarra gypsy jazz racchiude insieme nel suo piccolo universo il meglio di ogni stile musicale di sempre. Il virtuosismo della musica classica, l’ armonia della musica jazz, l’ accompagnamento pomposo tipico del rock. Quando suoni Gypsy puoi avere veramente tutta la musica nelle tue mani in un semplice e meraviglioso rapporto tra uomo e chitarra senza artifici alcuni.  Insomma, oggi io rivaluterei con più criterio il concetto di guitar hero che si è usato negli ultimi 20 anni per il 90% dei chitarristi venuti fuori dagli states. 

2. Quali sono state e quali sono attualmente le tue  influenze e punti di riferimento per suonare nel progetto GipsyMood? Cosa ti ha conquistato di questo genere di formad’arte musicale?
 
Gypsy Mood sono un trio composto da me, Franco Speciale alla chitarra ritmica e Camillo Pace al contrabbasso.
Suoniamo insieme da più di due anni, facciamo un pò di concerti in giro, ci divertiamo molto, soprattutto perché non ci sono molte band in Italia
che suonano questo genere musicale. E’ veramente emozionante e divertente suonare un brano di Django di 70 anni fa ed accorgersi che per il 99,99% del pubblico   presente lo sta ascoltando per la prima volta! Quando sono sul palco per suonare e alzo gli occhi dalla chitarra per guardarmi intorno, gioisco nel vedere che il pubblico è veramente eterogeneo. Con questa musica coinvolgi tutti dai bambini agli anziani, non è come quando suoni il “progressive” o la “fusion”, musica per pochi eletti o più semplicemente musica che arriva a pochi esperti del settore, già…. “esperti del settore”, una parolache ha più a che fare con un concetto di professionalità e competenza che nulla ha a che fare con la musica per me. Non c’ è niente di più bello alla fine di un concerto per un musicista che possa definirsi tale di sapere di aver reso felici anche per un attimo emozionando un po’ di persone che ascoltano la musica per il piacere di farlo. Diversamente quando facevo i concerti rock, in genere alla fine di ogni esibizione mi si chiedeva che pedali usavo, o piuttosto come li collegavo. O magari ricevevo molti compimenti perla bravura stop. 
 
3.In questo periodo stai collaborando con il grande Stochelo Rosenberg, vero e prorio punto di riferimento della chitarra Gipsy e incredibile virtuoso dello strumento.  Tra le altrecose sarete insieme a Sarzana in occasione del International Acoustic Meeting dal 16 al 20 maggio. Ci parli di questa
collaborazione?

Ho conosciuto Stochelo Rosenberg qualche anno fa  in Olanda dove vive. Lui è un chitarrista straordinario un punto di riferimento importante per me. Ha un tocco meraviglioso ed un fraseggio divino, per me è il chitarrista che più di tutti  reincarna Django Reinhardt. Quando Stochelo suona ha più di qualcosa di magico. Penso che proverei la stessa emozione ascoltando da vicino Eric Clapton o Edward Van Halen.
Io e Stochelo siamo diventati amici nel tempo, così a volte vado io a trovarlo a Neune in Olanda e a volte invece viene lui qui a trovarmi. Quando viene in Italia cerco sempre di organizzargli qualche concerto così come è stato per Sarzana. Nel nostro paese è più conosciuto Petrucci di Rosenberg,e la cosa è un poco paradossale, così cerco di colmare questa ignoranza facendo suonare Stochelo in lungo ed in largo nella nostra nazione. Non puoi immaginare che successo è ogni esibizione con lui qui in Italia! Per non dirti la mia emozione nel suonarci fianco a fianco! Per me Stochelo è il mio maestro e anche un’ amico al tempo stesso
 
 
 4. Ti sappiamo sempre molto attivo su fronte dei progetti artistici live e discografici. Personalmente trovo ancoraeccezionale il tuo primo lavoro su CD e l’ottimo lavoro alfianco di William Stravato. Ci racconti come sono nati i dueprogetti e cosa ti hanno lasciato artisticamente?

Il progetto del mio primo disco solista è nato come un segno diprotesta. Non tutti sanno questo, semplicemente perchè non mi hannomai fatto questa domanda o perché all’ epoca nel 1999 non lo potevorivelare. All’ epoca suonavo ancora in tour con un cantante che si chiama Massimo Di Cataldo. Negli ultimi tempi non condividevole sue scelte artistiche, in pratica Massimo aveva spostato il suo gustomusicale verso bands inglesi tipo Oasis o giù di li.Per me dover suonare la chitarra in quel modo era assolutamente fuori stile, denigrante direi! Così decisi di lasciare la band, di andar viada Roma dopo 13 anni e di tornare nella mia Otranto in Puglia sul marenell’ estremo est dell’ Italia.

E’ li che è nato il mio primo cd solista.In quel lavoro ho dovuto suonare quasi tutto, tranne il basso elettricoche fu suonato da un gigante della musica come Alfredo Paixao, miogrande amico ed estimatore. Un ruolo fondamentale lo rivestì alloraJurij Ricotti, amico fraterno ed esperto di audio ed informatica insieme.In pratica la persona che ha permesso che io realizzassi questo mio  piccolosogno, un cd tutto mio.Da quel cd è ripartita tutta la mia carriera musicale, avevo buttato all’ aria13 anni di vita vissuta a Roma. Oggi dopo 8 anni posso dire di aver fatto bene,questi ultimi anni sono stati per musicalmente e professionalmente i più bellidella mia vita! Ho fatto tour in mezzo mondo, ho registrato due cd come solistaed ho iniziato a suonare gypsy jazz.Il cd Contact ha invece motivazioni completamente diverse.In quegli anni avevo sviluppato tutto un mio sistema di tecnica del legatosulla chitarra elettrica creando così un mio personale fraseggio moltofluido. Avevo ridisegnato sulla chitarra scale ed arpeggi in maniera del tutto personalee sentivo l’ esigenza di uscire con un nuovo cd che rappresentasse questomio nuovo modo di suonare. Abbiamo unito le forze io e William Stravato,creando un cd dove ci fossero quattro brani miei e quattro brani suoi.Con il benestare di Axe siamo usciti allegati alla rivista, con un notevole successodi vendite. Il primo cd di chitarra shred in edicola della storia d’ italia!Se Contatc mi ha lasciato qualcosa di veramente importante, questa cosaè sicuramente l’ amicizia con William Stravato, un musicista eccelso, edun’ amico come pochi. E non è poco.

 
5.Oltre al progetto GipsyMood stai lavorando anche su altri progetti?
In cantiere c’ è l’ idea di realizzare un mio cd in stile Gypsy Jazz,ma non so ancora quando.E poi mi piacerebbe registrare un nuovo cd solista con la chitarra elettrica,adesso, alla luce delle mie nuove esperienze avrei tanto da dire di nuovo.Peccato solo che non trovo il tempo per farlo! Ma prima o poi……….

6. Sei anche molto attivo come musicista “prestato” ad altrimusicisti. Mi vengono in mente la tua collaborazione conFranco Simone e, recentemente, la tua partecipazione aRockPolitik di Andriano Celentano (insieme a GiacomoCastellano, Luca Colombo e Giorgio Secco). Ci racconti diqueste esperienze e del tuo rapporto con l’attività di session-man?
Hai toccato una nota dolente, io non sono un vero session man,ma un musicista prestato alla musica commerciale. Anche se devo direche da session man ho avuto la grande fortuna di imparare il mestieredel chitarrista. Calco i palchi come turnista dall’ età di 17 anni,per me suonare dal vivo è fisiologico, se non lo faccio sto male vado in depressione! E poi facendo il mestiere del session- man hoavuto la fortuna di suonare con tanti chitarristi bravissimi, come Adriano Martino, Phil Palmer, Luca Colombo, Massimo Varini e tanti altri, tutte persone che mi hanno insegnato qualcosa, è fantastica
la musica! 

7. In che cosa si differenzia il playing della chitarra Gipsy dall’acustica e in particolar modo dall’elettrica?
Caro Franco, la differenza di playing tra chitarra gypsy ee quella rock potrebbe essere paragonata alla stessa differenza che stà tra il suonare la musica classica ed il blues. Una non esclude l’ altra,al massimo la completa, se con questa domanda ti riferivi al fraseggio.Tecnicamente poi è tutto completamente diverso, la stessa differenza tecnica che ci può essere tra un violoncello ed un violino.

8. Che tipo di strumentazione utilizzi nel progettoGipsymood?
Suono con una chitarra Selmer style realizzata dal liutaio olandese Leo Eimers, il numero uno al mondo nel costruire questo tipo di chitarre.
Come accessori, a volte uso un accordatore elettronico, ma non ricordola marca. Le corde sono silk and steel 011.

9. Ti conosco anche come grande esperto di informaticaapplicata alla musica, uno dei primi ad avere intuito lepotenzialità delle tecnologie di HDD recording. Il tuo stesso primo lavoro solista è stato una autentica rivelazione in termini di utilizzo dell’HDD recording, soprattutto dopo avermi detto che la batteria l’avevi tutta programmata a mano:). Ad oggi il tuo rapporto con l’HD recording è lo stesso oppure è cambiato alla luce della
nuova esperienza maggiormente “acustica”

Quando registrai il mio primo cd solista, l ‘home recording era agli inizi, adesso si è molto evoluto, e ci sono moltissimi studi professionali dove è possibile registrare con prezzi accessibili.Quindi adesso preferisco dedicarmi completamente alla musica, per poi registrare in studio solo in fase finale con due o tre take al massimo e rigorosamente senza overdub, così che in un giorno riesco a registrare tranquillamente un intero cd.

10. Infine, domanda d’obbligo per un sito dedicato ai grandichitarristi. I tuoi chitarristi preferiti di sempre…Ilchitarrista che ti ha maggiormente
influenzato

Sicuramente Edward Van Halen, io sono partito veramente da li.Ascoltare i suoi cd mi emoziona ancora, come mi emoziona molto ascoltarecd come Surfing with the Alien di Satriani o Rising Force di Malmsteen.Perpetual Burn di Jason Becker o Five di Greg Howe.Se conoscete questi capolavori, allora adesso provate ad ascoltarne un altro,vi suggerisco “Live at North Sea Jazz Festival” del Rosenberg Trio.

Ciao a tutti!Sal

 

 

  • Anonimo

    bravo salvatore ce l’hai fatta!!!