GuitarList intervista Walter Donatiello

Un particolare ringraziamento a Walter Donatiello, per la disponibilità, la cortesia ed il contributo a sviluppare questa idea ed altre che verranno. Stay Tuned

INTERVISTA A:
Walter Donatiello
17/06/2003 17.32.50

1. Parlaci della tua carriera chitarristica e del tuo avvicinamento all’idea di fondare una scuola come il CEMM
Dopo il rientro dall BERKLEE e dagli studi effettuati in america, mi ero chiesto se in italia le cose fossero davvero cambiate. Purtroppo non era affatto avvenuto niente, come studente ho iniziato a sperimentare una didattica vera fatta di argomenti che fossero organici ma mi scontravo sempre con i soliti problemi, il numero degli studenti a casa mia crescevano a dismisura. Ho iniziato con uno studente che oggi è uno dei docenti più completi, ANDREA VENDRAMIN. Siamo partiti da una piccola cascina ed oggi ci troviamo in 700 mq di scuola, la mia carriera è stata fino adesso di grosso interesse non tanto perché sia su tutti i giornali ma perché suono con prestigiosi musicisti anche non necessariamente famosi come ad esempio FRANCESCO DI LENGE un batterista esagerato ed il mio amico e compagno d’avventura BIAGIO COPPA: lui è il mio grillo parlante.
Non dimentico un altra componente che mi ha fatto crescere il mio modo di confrontarmi studiando con tutti i musicisti che ho potuto suonare e devo dire che mi sto togliendo un notevole numero di soddisfazioni.

2. Sei un chitarrista con una solida esperienza jazz, con molte collaborazioni internazionali al tuo attivo, ce ne parli in dettaglio?
Al jazz mi sono ri-trovato e devo dire che inizialmente non ne sapevo veramente niente ho comunque assimilato il modo di pensare dda musicista quindi non solo be bop per fortuna questo lo devo a Giovanni Tommaso che oltre ad essere un amico mi ha sempre stimolato a crescere e non fermarmi davanti alle seghe mentali cosa tipica dei jazzisti; ricordo le esperienze passate con GIULIO CAPIOZZO, ancora oggi risento le demo dei concerti. GERRY MULLIGAN: forse li o capito che avrei dovuto lottare per essere non solo un jazzista ma un musicista. Poi l’inconto con i miei insegnanti MICK GOODRICK ,PAT METHENY, JOE LA PORTA, ARLENE ZALLMAN con lei amica e confidente anche di cose che non erano solo musicali. Oggi con BIAGIO COPPA il grillo, un altro progetto PINOCCHIO SOUND PROJECT con brani legati al periodo modale e qui purtroppo c’è tanta di quella confusione che sono stupefatto dalla ignoranza dei jazzisti praticanti, abbiamo trovato un degnissimo collaboratore, erano anni che ci facevo il filo, è ATTILIO ZANCHI che è un contrabbassista fantastico sotto tutti i profili ritmici e armonici; un altra scoperta è stata quella di suonare con un pianista, di regola non mi trovo ma con LUIGI RANGHINO è stato subito amore a prima vista. Ricordo che era venuto al CEMM per un seminario con FRANCO D’ANDREA e dopo pochi minuti eravamo a parlare di armonia e di ritmo, così è entrato nel nostro progetto di vita musica e didattica

3. Hai un rapporto professionale e di stima reciproca con due “mostri sacri” e grandi innovatori come John Mc Laughlin e Larry Coryell. Raccontaci di questa esperienza
I personaggi sono molto diversi ma entrambi grandi: ho in vista un progetto live con john è penso che mi cambierà la vita; questo progetto ho già mandato qualche idea ma sono curioso sapere quello che succederà non mento dicendoti che non ci dormo ma sono sicuro che in relazione ai suoi tempi, che non saranno brevi, mi rimane un po’ di tempo.
Con Larry tutto è stato molto bello e spero si possa continuare a fare qualche cosa insieme, spero di coinvolgere TOMMASO GIOVANNI che spesso mi aiuta a stare con i piedi per terra.

4. Nella musica, ed in particolare nella musica jazz, è fondamentale il concetto di “interazione” con gli altri musicisti. Nelle tue formazioni ricorrono spesso grandi musicisti del calibro di Franco d’Andrea e Giovanni Tommaso. Mi piacerebbe avere una tua riflessione in questo senso
L’INTERAZIONE penso sia basilare per qualsiasi tipo di musica: infatti i grandi non hanno paura di interagire in quanto hanno già superato quella fase del dover dimostrare, reputo quindi utile per la possibilità e la disponibilità di crescere attingendo da qualsiasi musicista, indipendentemente dalla sua fama.

5. Avere fondato una scuola di successo come il CEMM significa avere a cuore la didattica. La didattica si fonda su due aspetti basilari che sono: 1. la disponibilità a “dare” e 2. Un approccio metodologico robusto. Cosa ne pensi?
Su questo sono veramente un talebano e voglio dirti che didattica è una parola importante è spesso viene confusa , sono rammaricato a vedere studenti che hanno conseguito pezzi di carta inutili in chitarra rock e poi non sanno effettuare una modulazione, o non sanno cosa è una dominante secondaria, questo e veramente assurdo ma ci divertiamo a vendere liks inutili a costi alti ma smettiamola!!!!! PENSO CHE OGNI STUDENTE PRIMA DI ISRIVERSI A QUALSIASI SCUOLA DEBBA FARSI MOSTRARE IL PROGRAMMA DIDATTICO PUNTO PER PUNTO ARGOMENTO PER ARGOMENTO IMMODO DA POTER RENDERSI CONTO DEL PROPRIO PERCORSO.

6. Ultimamente stai suonando molto “acustico”. Ci parli delle tue ultime esperienze in questo senso?
spesso mi chiedo se una cosa che mancava nella mia vita era la passione per la chitarra acustica, che è arrivata con il progetto con Dodi Battaglia; così la passione per sonorita acustiche è entrata a far parte della mia vita. Ho aggiunto sulla mia TAKAMINE anche un interfaccia MIDI in modo da poter avere sonorità miste. Voglio ringraziare anche la PROEL per aver creduto in me dandomi l’opportunità di poter suonare con questo splendido strumento. Quanto a DODI è per me l’inizio e la gioventù, l’ho avuto come mito, e adesso è un grande amico e non per retorica ,è un vero amico come noi ci diciamo; il suo progetto è grande come lui, riesce a fare cose che gli vengono spontanee ,POLIRTMIE, SUPERIMPOSITIONS, articolazioni assimetriche e ancora di più. Sono stato alla presentazione alla stampa e lui ripeteva che era un disco facile, provate voi a suonarlo come lo suona lui.
Dodi ha una grande musicalità ed umiltà e penso che sia l’unico poppettaro rock che si potrebbe cimentare nel jazz tranquillamente facendo cose egregie tanto da essere invidiato anche dai chitarristi jazz; spero di riuscire un giorno a fargli fare un disco di jazz. Una missione? Spero!!
Con Dodi stiamo preparando un libro didattico che possa racchiudere il suo stile e di conseguenza tutti gli altri, la storia della chitarra pop italiana è sicuramente lui, lo reputo un ragno per come tesse le sue chitarre senza mai rompere le palle con virtuosismi fine a se stessi e fischi inutili.
Ho trascritto tutto il disco d’assolo ultimo lavoro e spero un giorno poterlo suonare inseme a lui.

7. Parlaci dei tuoi setup elettrico ed acustico
ultimamente ho iniziato una collaborazione con la TAKAMINE, una chitarra che mi ha sorpreso per la disponibilità al suono; essendo un jazzman di tradizioni battagliesche amo i suoni belli quindi ho un grande sistema NOUGLIANS pre, finale e casse un artigiano di Roma con un pcm 90,un evetide h 3000 g force, vari TC EQ e pedalini di ogni suono ed uso pre della GIANT le corde ormai da anni sono DE SALVO per poi usare chitarre di ogni tipo come ad.es. la freetless BARISELLI ELA CUSTOM BARISELLI, LA MIA 175, L5, 347, OVATION CLASSIC, UNA DOPPIO MANICO GIBSON DIAVOLETTO E UN ALTRA TRENTINA DI CHITARRE che uso, ma non sono un collezionista.

8. Consigli per chi inizia: quale indirizzo didattico e metodologico per avere delle solide basi musicali in generale e chitarristiche in particolare .
l’unico consiglio è quello di scegliere bene e dico bene non solo il nome ma anche il percorso didattico che l’insegnante ha avuto senza soffermarsi solo su seminari di questo o quel chitarrista. Occupatevi del materiale didattico, non è detto che un musicista famoso abbia didattica da darvi e chiedetevi se siete veramente interessati alla musica o alla giacca del chitarrista.

9. Consigli per chi ha qualche anno di chitarra alle spalle: solo tecnica e disciplina sullo strumento o serve qualcosa in più per “fare musica” sul serio?
Deve solo iniziare a mettere la tecnica a diposizione della testa il giusto equilibrio è 50 tecnica 50 testa più un grande dose di musicalità ma quella va coltivata o sviluppata con un buon insegnante.

10. Cioè musica e “scambio” con altri musicisti (ritorno al concetto di interazione), ma anche fare musica e legami con universi culturali più ampi? quindi importanza ad. es. delle scuole di musica 1. come luoghi di comunità e interscambio, 2. come luoghi di deposito della “memoria” (archivi di musica scritta, audio, video, approcci, esperienza, eccc..) sia “reali” che “virtuali”, grazie alle possibilità fornite da internet, 3. come luoghi di disciplina guidata da metodo.
putroppo internet è sempre di più un momento di vendita quindi bisognerebbe creare uno spazio per potersi vedere dal vivo quindi fisico e tra le proposte fatte al CEMM stiamo cercando di offrire a tutti gli utenti di GUITARLIST la possibilità di incontrarsi non solo virtualmente.
spero questo sia di brevissima attivazione.

Grazie Walter
Ciao agli amici di Guitarlist, Walter