Metallo Beat: Intervista a Gianni Jana Rojatti

Ecco in esclusiva per i lettori di GuitarList alcune domande/risposte sul nuovo disco “Metallo Beat”. Grazie all’amico Jana per la disponibilità!!
ROCK!!

D.Ciao Jana, raccontaci brevemente come è nato Metallo Beat.
Io e Erik, batterista di Metallo Beat suoniamo assieme da sempre Abbiamo suonato di tutto in svariati progetti e band. Qualche anno fa eravamo in tour in Germania con la nostra band di allora che faceva una sorta di punk, pop, alternative rock…eravamo molto calati in quel genere. Viaggiavamo in un furgone da una città all’altra e sentivamo montagna di musica in quei tragitti. In quel periodo ascoltavamo I Pantera in continuazione. Così abbiamo pensato che sarebbe stato bello, concluso il tour, chiudersi in studio e scrivere e registrare dei brani in quello stile, molto aggressivi dal punto di vista ritmico, per poi colorarli con armonie e colori tipici del pop, dell’indie Rock, del progressive, gli altri generi che amiamo. Così è nato Metallo Beat…

D.Batteria a parte, hai suonato/arragiato tutto da solo?
No in questo disco sono coinvolti vari strepitosi musicisti che sono felice di nominare: Alex Masi è ospite in “Transport” con un assolo micidiale. Masi è uno dei miei chitarristi preferiti. Ho avuto la fortuna di suonare spesso con lui e abbiamo fatto vari concerti e clinic. Al basso ci sono Alberto Rigoni, Lorenzo Feliciati, Bobo Comand e Fabio Trentini. Quindi in Tremendous Paolo Vettorello suona delle parti magnifiche di tastiere e synth. Ho scritto e prodotto questo disco, curando gli arrangiamenti con il prezioso aiuto di Erik che mi ha seguito in tutte le fasi della produzione del disco. Volevamo che chitarre e batterie suonassero come una cosa sola, perfettamente incollate. Questo da una botta ritmica violentissima!

D. Come hai gestito la registrazione?

Abbiamo registrato le batterie in un piccolo ma fornitissimo studio di Udine al quale mi appaggio da sempre. Il fonico Alberto Armellini è davvero in gamba. Quindi tutte le chitarre, voci e synth sono state realizzate da me nel mio Home Studio. I bassi invece sono stati realizzati dai vari bassisti coinvolti nei loro rispettivi studi. Quindi abbiamo mixato il tutto nello sudio di Fabio Trentini. Fabio oltre a essere un amico e un eccezionale bassista ha fatto delle grandi cose come produttore con band come Guano Apes o Donuts. Ha mixato il disco con un approccio molto alternative rock…dando un tocco di originalità in più a questo lavoro.

D.Quale strumentazione di base hai usato?
 Sono endorser Ibanez e tutto il disco è stato registrato con queste chitarre. Due sono le chitarre che ho usato principalmente per le parti solistiche: la mia vecchia RG 550 Ltd con Pick Di Marzio Paf Pro strumento che avevo usato anche per molti assolo di Deep Forest. Quindi l’Ibanez Tele Prestige FR 2620 che è la mia chitarra principale da quasi tre anni a questa parte. Su questa ho montato una copia di pick che mi fa impazzire: Steve Special al ponte e Liquid Fire al manico entrambi della di Marzio. Ho doppiato molti assolo, temi e obbligati di questo disco suonandoli all’unisono, creando un effetto di chorus naturale che mi piace molto. Queste due chitarre hanno una gamma di suoni e frequenze complementari e funzionavano bene assieme. Ho usato parecchio anche una bellissima PGM 100 che adoro per quel suono sferragliante dato dalla tastiera in acero. Ci ho suonato uno dei miei solo preferiti dell’album, quello di “Tresex.” Per le ritmiche ho usato una Iceman Ic 400 e una Ar200, quest’ultima con Air Classic Di Marzio al ponte. Quindi per le parti di suono più esotiche e stralunate ho usato una chitarra Danelectro a doppio manico, sei e dodici corde. Come ampli ho fatto tutto con la mia testata Laney Vh100 R, la stessa che avevo usato su Deep Forest. Per qualche ritmica ho usato un vecchio pre ADA MP1 che ho fatto passare per il finale della Laney. Per certe sonorità ultra clean alla King Crimson o Police ho usato un vecchio Jazz Chorus Infine una montagna di vecchi pedalini analogici…Chorus, Flanger, Delay, Phaser….

D.Come vedi il tuo futuro chitarristico? Shred Forever o ci dovremmo aspettare delle svolte inattese?
Ho appena finito di registrare un disco devastamte con gli Strings24 progetto composto da tre chitarristi Frank Caruso, Sebo Xotta e io. E’ un lavoro Shred oriented con ospiti Andy Timmons, Kiko Loureiro, Mathias Enklundh… Ma mi piacciono tanti generi musicali. E amo lo shred. Voglio continuare a suonare di tutto, libero di mischiare ogni cosa. Amo la chitarra e amo studiare e suonare cose nuove.

D. Qualche nome di nuovi shredder e/o valenti chitarristi sulla scena?
Un nome su tutti, Guthrie Govan. Su Chitarre dove scrivo e coordino la didattica l’ho intervistato e propongo da mesi un’analisi dettagliata del suo stile analizzando delle cose che lui ha suonato per me nell’intervista. Guardando al microscopio quello che suona quel ragazzo c’è da divertirsi…è fantastico!

 

RISORSE SU GUITARLIST

Interviste

– Intervista doppia Rojatti-Cardona

– Intervista a Alex Masi 

– Intervista a Guthrie Govan

– Intervista doppia Govan/Kilminster 

Recensioni 

– Recensione Metallo Beat 2011

– Recensione Deep Forest 

– Recensione Erotic Cakes Guthrie Govan