Neil Zaza: Intervista

Siamo onorati di ospitare sul nostro sito il grande Neil Zaza,
che ci ha concesso una super-intervista!! Grazie davvero Neil!!

D. Hai recentemente pubblicato il tuo nuovo album dal titolo “Clyde the Cat”. Parlaci di questo nuovo progetto!

R. Per me  “Clyde the Cat” è stato un progetto divertente da realizzare perchè sono riuscito a portare a termine una serie di cose che volevo fare da molto tempo. Avevo appena pubblicato 212 e mi ero reso conto che non avevo ancora finito con quello che volevo dire. Il succo creativo continuava a scorrere e il risultato di questo è “Clyde the Cat”. Era da sempre che volevo eseguire “Funeral for a Friend2 di Elton John così come “Adagio”, quindi questa era l’occasione perfetta per farlo. Abbiamo girato un video per “In My Dreams” che era dal vivo in studio e dato che l’abbiamo suonato così bene ho deciso semplicemente di metterla nel CD perchè ho pensato che i fan l’avrebbero apprezzata. Sono stato veramente entusiasta di alcuni dei nuovi brani come “Endless Highway” e  “Jewel”. Volevo da sempre realizzare delle versioni moderne di “Melodia”, “Higher and Higher” così come di “Untitled”. Queste nuove versioni mi piacciono molto più degli originali. Credo che siano decisamente più potenti.

D. Penso che When Gravity Fails, 212 e Clyde possano essere considerate una trilogia musicale. Grandi canzoni, grandi pezzi di chitarra, grande armonia con un “fil rouge” che le collega tutte insieme…

R. Grazie mille! Credo che gli ultimi tre CD che ho realizzato (“When Gravity Fails”, “212” e “Clyde the Cat”) simboleggino l’ingresso in una nuova era della mia musica. Credo che ci sia una vera direzione per quei CD e che ci sia una progressione da uno all’altro. Non vedo l’ora di ascoltare il prossimo!

D. Ti sei autodefinito “chitarrista melodico strumentale”. Credo che sia assolutamente vero! Il tuo approccio al suonare la chitarra è orientato veramente verso la ricerca della melodia!! Perchè questa scelta?

R. Non non credo di aver intenzionalmente scelto una certa direzione. Pensa che dopo essermi lasciato alle spalle tutte le influenze che mi hanno aiutato quando ero più giovane, l’unico modo in cui era possibile suonare è il modo in cui suono adesso. C’è sempre stata della melodia presente in tutto ciò che ho amato nella musica che ho ascoltato e che ho semplicemente fatto mia. Io desidero solamente fare della musica che mi piacerebbe ascoltare e che mi emozioni e che stabilisca un contatto emotivo così come desidero che l’ascoltatore senta veramente la canzone e non solo che ascolti un mucchio di note veloci. Questa è la differenza tra suonare la chitarra e fare musica.

D. Il suono della tua chitarra nell’album è molto diretto, molto presente nel mix, asciutto e senza effetti. Come lo ottieni? Che tipo di setup hai usato?

R. Ho usato diverse chitarre Carvin per realizzare non solo “Clyde the Cat” ma anche per 212. Per Clyde, ho usato la mia Teal CT624 per tutte le parti di chitarra ritmica e la dark green CT624 per tutti i lead. Ho continuato ad usare queste due chitarre perchè suonavano in maniera fantastica e traducevano l’interpretazione molto bene. Per gli amplificatori, ho usato un Diezel Herbert per le parti ritmiche ed un Wizard Modern Classic 100 watt per i lead. Passavano entrambi per un cabinet Blackstar 1×12, che venivano sparati al massimo. Ho usato un Fulltone Full-Drive 2 per raggiungere un pizzico di guadagno prima dei terminali se ne avessi avuto bisogno. Sono state microfonate con uno Shure SM57 e inviate dritte dentro Pro Tools.

D. Penso che sia piu’ difficile suonare con questo tipo di suono piuttosto che con un wet tone, pieno di effetti di ambiente…

R. Mi piace sempre avere riverbero o delay nel mio suono, ma troppi effetti possono creare una barriera tra il chitarrista e l’ascoltatore. Dovresti essere in grado di sentire veramente quello che il musicista sta facendo. Ho sempre voluto dare al mio suono un po’ di “spazio” con il riverbero e il delay, ma non troppo.

D. Mi hai raccontato che la tua band è italiana. Penso che tu abbia un rapporto particolare con l’Italia. Vero?

R. Certo che è vero. Buona parte di “212” è stata scritta in Italia (Trasacco) e sono sempre ispirato quando vengo qui da luogo e dalla meravigliosa gente che incontro e con cui suono in Italia. La mia band è italiana e c’è qualcosa di speciale nel rapporto che ci unisce. Sono veramente convinto che alcuni dei migliori musicisti al mondo vengano dall’Italia o abbiano origini italiane.

D. Raccontami della tua “One Silent Night” di Natale. Credo che sia molto interessante, potresti esportarla in tutto il mondo 🙂

R. Stiamo cercando di diffondere dappertutto “One Silent Night…”. E’ uno show rock di Natale straordinario che eseguiamo con un’orchestra completa. Uno show veramente potente che eseguiamo circa 10 anni ormai. Qualcosa di veramente speciale.

D. 3 delle tue influenze principali

R. Potrei dire che i tre chitarristi più importanti che hanno avuto un’influenza su di me sono stati Eddie Van Halen, Neal Schon, e pochi altri come Michael Schenker, Brian May, Randy Rhoads, etc. Grazie a Eddie ho appreso quello stile pazzo che adoro. Lui era davvero fuori di testa! Di Neal Schon ho amato tutte le melodie e il fatto che puoi fischiettare o cantare ognuno dei suoi assoli. Erano delle piccole composizioni dentro alla melodia stessa. Amo da sempre il senso della melodia di Michael Schenker, il suo vibrato e i suoi accordi.

R. 3 chitarristi che ti hanno recentemente impressionato

R. Mi piacciono molto Andy Timmons e Steve Lukather. Quei ragazzi sono straordinari!

D. Progetti futuri?

R. Al momento sto lavorando su una serie di libri di spartiti per chitarra di tutti i miei CD. Sta andando molto bene e dovrei cominciare ad averli disponibili tra non molto quest’anno. Sarà bello per i fan perchè le trascrizioni sono molto precise dato che le ho fatte io stesso. Credo che questi libri saranno da paura. Inoltre, sto montando alcuni DVD istituzionali che ho filmato in Asia qualche anno fa. Ne ho girato uno a Pechino e uno a Taiwan. I miei capelli erano diversi, ma i contenuti sono ancora buoni. Inoltre, sto cominciando a pensare alle prossime canzoni che inciderò. Devono essere veramente molto buone così da potere cominciare presto e prendermi il giusto tempo per registrarle. Ma più di ogni altra cosa voglio mettermi in viaggio e suonare!