Ettore Salati

Uno dei chitarristi prog-rock pi?blasonati dell’ultima generazione. Coi The Watch, band di punta del circuito progressive odierno, ha pubblicato album che sono considerati dei classici del genere gi?oggi, l’ultimo in ordine di tempo ?”Vacuum”, del 2004. I The Watch hanno girato mezzo mondo in tour, apparendo nei maggiori prog festival del mondo, sono stati intervistati dai magazines dei cinque continenti, i loro pezzi sono in rotazione nelle radio specializzate di tutto il mondo, cos?come i videoclip sono trasmessi dai programmi televisivi di prog in Europa, sono stati ospiti di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate al progressive. Il suo percorso musicale parte sulla tastiera di un pianoforte, per poi trasferirsi su quella della chitarra; studia con diversi chitarristi di fama nazionale e si diploma con alla Lizard di Fiesole, inizia quindi l’attivit?professionale come turnista e maestro. Insegna in diverse scuole della Lombardia, ?coautore del testo didattico di chitarra hard rock-heavy metal edito dalla BMG, compone colonne sonore per programmi televisivi e collabora con televisioni nazionali per la produzione musicale. Suona dal vivo e in studio con solisti pop come i Gemini, incide il suono della sua chitarra in produzioni funk e dance, frequenta il panorama jazz-fusion accompagnando artisti del calibro di Karl Potter, porta le sue sei corde sui palchi di tutta italia con numerose band che spaziano nei generi pi?disparati. Nel 2000 l’incontro coi The Watch e l’inizio di una grande avventura ai vertici del prog-rock di oggi. Considerato fra gli eredi di grandi chitarristi degli anni ’70 come Steve Hackett e Robert Fripp, non fa per?mistero della grossa influenza che hanno avuto nel suo modo di suonare i bluesman del passato, nonch?i grandi artisti del jazz e della fusion, senza dimenticare la generazione Hendrix-Beck-Page e il grande Allan Holdsworth. E sebbene impegni entrambe le mani per far vibrare la chitarra che imbraccia, trova il tempo di usare i piedi per far tremare il palco coi pedali basso. foto di Serge Llorente – www.progpix.com