Michael Hedges


Con Michael Hedges, purtroppo tragicamente scomparso qualche anno fa, la chitarra acustica ?stata radicalmente cambiata.

Con uno stile assolutamente unico, Michael Hedges ha suonato, pizzicato, percosso la sua Martin D28 facendone uscire una musica unica. “One man band” per lungo tempo ?riuscito a rendere le sei corde sufficienti per esguire contemporanemante la struttura ritmica, armonica e melodica di una composizione. Ascoltate “Aerial Buendiares” per credere…non riuscirete facilmente a convincervi che ?tutto prodotto da una sola chitarra acustica, amplificata magistralmente, in diretta nel Mixer.

Non voglio per?ridurre la musica di MH ad un puro fatto tecnico, perch? a tratti nella sua carriera, ?stata veramente eccelsa

Se avete avuto la fortuna di vedere Michael esibirsi dal viso, sappiate che vi invidio molto

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5 Comments

  1. Ciao a tutti. Da poco mi sono addentrato/appassionato del mondo della chitarra acustica (fingerstyle e non), affascinato dal ciclone australiano (T.E.). Non smetto mai di stupirmi guardando i video e ascoltando i dischi di hedges, probabilmente è uno dei piu grandi artisti di sempre, nonostante nn sia esattamente entrato “nell’olimpo della musica” come avrebbe meritato, è esattamente quello che è stato hendrix per la chitarra elettrica, ha portato tutte le tecniche (che probabilmente esistevano gia in forma embrionale) ad un livello altissimo e soprattutto le ha dato una veste estremamente creativa, mai fine a se stessa. Tecniche come tapping, accordature aperte, armonici, percussioni e tutto grazie all’innovativo sistema di ampli/microfonazione della chitarra (il miglior suono mai sentito per me…). Inoltre mi ha colpito molto la sua immensa voce, che ti entra dentro da subito, e poi il modo di muoversi sul palco ecc…in italia siamo pieni di talenti dell’acustica, ascoltare paolo giordano, forastiere e riccardo zappa. CIAO

  2. Ascolto la musica di MH da anni e da appassionato di chitarra posso confermare l’unicità dello stile. Ogni volta è una nuova sensazione. Consiglio l’ascolto con un buon impianto per assaporare ogni dettaglio del suono. Dal vivo non l’ho mai visto ma ho avuto occasione di vederlo in tv durante un concerto: non credevo ai miei occhi quando ho visto una sola chitarra.

  3. Conosco MH, musicalmente parlando, non certo di persona, dal 1988 quando ebbi occasione di ascoltare “Aerial boundaries”. Da allora mi innamorai del talento immenso di questo chitarrista unico nel panorama mondiale. Che grande perdita è stata la sua prematura scomparsa.

  4. Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo a Piacenza dove gli artisti della Whindham Hill sono venuti spesso (non a caso un brano della Montreux Band – il gruppo che suonava per la stessa etichetta – si chiama Piacenza). Vederlo e sentirlo dal vivo era uno spettacolo unico. Era incredibile quello che riusciva a fare con la sua Martin. Inimmaginabile. Un genio.

  5. Amava definire la sua musica Heavy Mental, New Edge e con altre espressioni colorite… lo considero il Jimi Hendrix dell’acustica folk-new age, un genio indiscusso che fin troppe volte è stato imitato(con magri fallimenti, dovuti alla sua assoluta superiorità sia tecnica che sonora)ma a lui si possono avvicinare due prodi italiani come Paolo Giordano e Pino Forastiere. You are missing…

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