Shawn Lane


Shawn Lane ?emerso sulla scena internazionale all’inizio degli anni 90. Chitarrista esplosivo ha stupito da subito per la tecnica sbalorditiva con la quale affronta improvvisazioni anche molto impegantive. Ha uno stile che spazia da Allan Holdsworth (quando va sul legato) ai “plettratori” in stile Petrucci e Gilbert in altri casi. Ogni tanto utilizza anche lo sweep e lo string skipping.

Il suo disco di esordio ?del 1992 e si intitola “Power of ten”.
Tra i suoi vari lavori spiccano le registrazioni fatte con il bassista svedese Jonas Hellborg (la pi?recente, “Personae”, del 2002), normalmente in trio, nelle quali Sahwn Lane ha molto “spazio” per esprimersi al meglio.

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26 Comments

  1. L’ho conosciuto vedendo x caso video di un concerto dove suonava la cover di All along the watchtower di Hendrix. A parte la tecnica strabiliante, notai che non era uno di quei banali, se non banalissimi, virtuosi della chitarra. Trasmetteva una profondissima energia. Da allora è stato un crescendo, da un mese monopolizza la musica che ascolto. Dall’album Power of ten, al concerto “Hellborg, Lane & Sabal-Lecco Warsaw Poland June 19 1998”, ad altre perle come Shawn Lane – Guitar Solo & Abstract Logic (Atlanta D&P – 19th Aug 1996) ed Shawn Lane & Paul Gilbert – Let it be (NAMM – 15th Jan 1993) (Audio). Devo ascoltare ancora molto, ma già mi sento di fargli un monumento (e sono un bassista). Poco tuttavia mi stranizza che sia così poco rinomato… succede a molti grandissimi artisti, xkè questo era; ridurlo solo a virtuoso della chitarra è OFFENSIVO! Forse il tempo gli darà giustizia.

  2. Shawn Lane non è stato solo “the most terrifing guy of all times”, come disse Paul Gilbert. Era un profondo conoscitore di cinematografia europea, un grande pianista (giunse secondo in un difficile concorso per pianisti), un innovatore nelll’esecuzione chitarristica (soprattutto con le scale pentatoniche e con gli accordi diminuiti).

  3. parlare di lane come di un virtuosista è una amenità… oltre che una affermazione molto parziale.

  4. qualità, tecnica all’impossibile, sonorità “sensibilità musicale”…arte pura!

  5. Quando è morto, nel 2003, nessuno ne ha dato notizia. Che l’italia si vergogni di ciò.

  6. che vita quella di Shawn, che sofferenza dietro quella musica così tecnica ma direi quasi gentile.La sua morte nel 2003- conseguenza della psoriasi che aveva fin da bambino e delle cure agli steroidi che le fecero ingrassare tantissimo – ha fermato quella che avrebbe potuto essere la parabola artistica di un grandissimo musicista, che amava il piano ma che sicuramente esprimeva l’eccellenza nella chitarra che suonava senza l’ossessione ridicola della velocità senza sosta,come accade per Rusty Cooley ad es. Quello che mi piace dei suoi soli è la progressione, in certi momenti sembra che tiri il freno ,acceleri,cambi marcia ,con grande vigore ritmico e classe vicina a Holdsworth da cui ha preso molto,con attitudine più vicina al jazz che al hardprog smanettone tipico dei cosiddetti shredder. Ciao Shawn.RIP

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