Verso il regno degli Dei!

Conosco Daniele Gottardo da 15 anni! Allora era Gotty Boy, il giovanissimo funambolo a 8 dita che spiazzava tutti suonando il tema dei Simpson come nessun altro!!

Oggi trovo questo video, questo piccolo grande gioiello di musicalità e tecnica chitarristica. So che Daniele ha varcato i confini nazionali e che è apprezzato in tutto il mondo. Se lo merita di brutto! Che piaccia o no, Daniele al momento è il chitarrista italiano più avanti di tutti. Per tecnica, scelte musicali, interpretative e di suono.

Stava provando la sua nuova Charvel, dice lui. Ed ecco che ci regala un’interpretazione pazzesca di un grande classico, My Favorite Things, noto per due celebri versioni, la prima legata al musical e soprattutto al film The Sound of Music (Tutti insieme appassionatamente), la cantava Julie Andrews. La seconda, che consacra il brano come standard jazz, è di John Coltrane.

Daniele si avvicina ad un simile brano in modo incredibilmente maturo. Per esecuzione e per suono!

L’esecuzione è semplicemente straordinaria. Per la prima volta capiamo quanto è evoluta la tecnica a due mani di Daniele. Ci sono voluti 15 anni per non fare assolutamente percepire la differenza di tocco tra le due mani. Siamo oltre Stanley Jordan! Se ascoltate il brano senza video ve ne rendete conto. Daniele usa la destra come prolungamento assolutamente naturale della sinistra (in questo caso pizzica la corda con il mignolo), non cerca il tecnicismo, non vuole creare l’effetto due chitarre in una! Usa le due mani per fare uscire al meglio il suo arrangiamento, la sua interpretazione del brano.

Il suono è sempre più semplice ed insieme ricercato. Un pulito solido come una roccia ma allo stesso tempo molto moderno e attuale, un qualcosa di non sentito prima, di originale. Sappiamo che Daniele usa una scalatura di corde quasi impossibile per un umano. Ebbene questo fattore unito allo strumento, al suono e all’incredibile controllo della dinamica e del volume, contribuisce alla creazione di una “voice” sempre personale, calda e affascinante.

Bravo Daniele, il tuo percorso nel regno degli Dei del nostro magico strumento è sempre più evidente!!!!

 

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