Mike Stern: Bologna Clinic Report

CLINIC Mike Stern – Bologna 24 Aprile 2008

Giovedì 24 Maggio 2008 abbiamo assistito alla clinic di Mike Stern a Bologna, organizzata e ottimamente gestita da Tomassone, Music Academy, LadyBird Project e Yamaha Italia.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di potere intervistare il grande Mike Stern e di seguire l’intera clinic dal soundcheck fino ai saluti finali.

Partiamo proprio dal SoundCheck. E’ stato assolutamente sorprendente vedere Mike Stern “confezionare” il suo suono ormai leggendario in pochissime “mosse” e tempo. Giunto alla clinic con la Yamaha Pacifica 1511MS con cui suona ormai da tempo aveva inoltre con sè un rack case 2U con all’interno due vecchi Yamaha Spx90 e una mini-pedaliera che ospitava tra gli altri un DD-3 Boss e il Ds-1 che usa normalmente per i suoni distorti.

Dopo avere collegato la pedaliera al rack, ha collegato gli output degli Spx a due Fender Twin (nell’ingresso “tremolo”), collegato la chitarra e….voilà c’era il suono di Mike Stern!!! Poco più in là durante la clinic lo stesso Mike ha espresso il proprio favore per un suono maggiormente “spaziato” proprio grazie all’uso di due ampli in contemporanea.

La clinic ha alternato momenti parlati a momenti suonati in cui Mike, accompagnato da due ottimi musicisti docenti di Music Academy – Luca Cantelli al basso acustico, Massimiliano Govoni alla batteria nonché l’ottimo chitarrista nonchè “accompagnatore” ufficiale di Mike stern nel clinic tour italiano, Paolo Patrignani di LadyBird Project, ha potuto esprimersi al meglio nel contesto che gli è più congeniale, vale a dire l’improvvisazione live.

Partito con Autumn Leaves, in cui ha alternato momenti di improvvisazione prima “obbligati” poi via via sempre più “liberi”, ha eseguito una delle sue ballads più famose “Wing and a Prayer” non senza prima vere deliziato i presenti con una torrenziale improvvisazione su un blues, che ha visto anche un’eccellente improvvisazione di Paolo Patrignani, che Mike ha sottolineato con ottmi accompagamenti e abbellimenti ritmici.

 

 

 

 


Durante la clinic Mike ha raccontato al pubblico la propria esperienza artistica e musicale e si è sottoposto a parecchie domande su vari temi, dalla tecnica chitarristica al suono alle sue principali esperienze musicali come ad.es. quella con Miles Davis.

Ha cercato di “portare” il pubblico dentro il suo concetto di musica e di improvvisazione, facendoci capire come con il tempo e lo studio sia riuscito a considerare sempre le note che suona ed il loro senso rispetto al brano ed al contesto nel quale vengono eseguite, un vero e proprio linguaggio che è “mezzo” per mettere in musica il proprio cuore e la propria sensibilità.

E’ emerso molto chiaramente che per Mike esistono solamente le note e la chitarra è il mezzo con il quale trasferisce le sue emozioni in note, melodia, ritmo, groove…in poche in Musica (con la “M” maiuscola). Lo studio è stato ed è (Mike continua a studiare, da solo e con il suo vecchio insegnante Charlie Benacos, nonostante più di 30 anni di carriera a livelli elevatissimi) molto importante così come la capacità di trascrivere le proprie idee musicali e le proprie improvvisazioni. Anzi su quest’ultimo aspetto Mike ha insistito parecchio sostenendo che prima di eseguire o registrare un solo o un’improvvisazione andrebbero trascritti per vedere se “stanno in piedi” anche dopo ripetuti ascolti, o se eseguiti da uno strumento diverso dal proprio.

Mike ha poi introdotto alcuni suoi punti di riferimento per lìimprovvisazione, i punti cardine da cui partire come la possibilità di arpeggiare gli accordi seguendo la progressione armonica del brano e la possibilità di arpeggiare sui rivolti fondamentali (1,3,5 e 7) applicando la regola delle permutazioni

Ha poi proseguito con l’importanza del tempo e della capacità di accompagnare facendo sempre molta attenzione a valorizzare il lavoro di altri solisti e il groove del brano. Ha detto di preferire spesso accompagnare per bicordi e di usare accordi pieni solo nei momenti corretti all’interno del brano. Durante l’improvvisazione alla chitarra di Paolo Patrignani ha dato subito idea di quello che diceva poco prima a proposito di accompagnamento dando sempre il massimo risalto al lavoro di Paolo e all’economia generale del brano quando necessario (rimanendo per lunghi tratti assolutamente fermo). Per la parte più prettamente chitarristica Mike ha detto di cercare di plettrare tutte le note che suona, con intensità diverse, lasciando tecniche come il legato a chitarristi più specializzati e dedicati a questo tipo di tecnica. Anche su questo aspetto, durante l’esibizione Mike ha lasciato tutti stupefatti per l’incredibile dinamica che riesce a ottnere solo dalla plettrata e dal controllo del volume della sua chitarra.

In generale la clinic è stata ottima con un Mike Stern molto a proprio agio e il pubblico molto attento e attivo. L’attenzione posta alla musica, alla musicalità, alla melodia e al ritmo hanno dato a tutti i presenti un’idea molto precisa sull’enorme talento e esperienza di questo grandissimo chitarrista.

Un rigraziamento da parte nostra va a Davide, Gianpaolo e Sergio Tomassone, Max Magagni Music Academy e Paolo Patrignani di LadyBird Project per averci dato la possibilità di assistere come spettatori attivi alla clinic e per avere interceduto per noi con Mike Stern che ci ha concesso una buona mezzora del suo prezioso (e poco) tempo per realizzare una bellissima intervista.

La Redazione

LINKS

www.mikestern.org
www.myspace.com/mikesternjazz
www.tomassone.it
www.musicacademy2000.com
www.ladybirdproject.com