Elogio della lentezza: Eric Clapton

Oggi sono stato letteralmente rapito dai video di “Concert for George”, l’evento voluto e diretto da Eric Clapton per omaggiare il grande amico George Harrison, scomparso proprio in quel periodo (2002)

 

Grandi ospiti: Paul McCartney, Ringo Starr, Tom Petty, Jeff Lynne, Gary Brooker, Billy Preston , Joe Browne e molti altri…evento eccezionale, come solo gli inglesi, che trattano la musica rock come vera Cultura, sanno fare. Tanti artisti, emozioni, tanta voglia di suonare, anche dei momenti ironici..Something suonata con l’Ukulele da Mc Cartney è un piccolo gioiello di grazia e leggerezza, in un contesto inevitabilmente malinconico.

Eric Clapton mi ha davvero rapito! Dopo 30 anni che ascolto Clapton per la prima volta ho compreso la grandezza di questo straordinario chitarrista. Per la prima volta ho compreso quanto sia difficile suonare le note così “lentamente”, perchè dietro ad ogni singola nota, dietro ad ogni singola plettrata ci sono un’intensitá e un feeling pazzeschi! Senza quelli non ci sarebbe praticamente nulla, nemmeno la velocitá dietro la quale mascherarsi.

Ecco, oggi ho capito questo di Clapton: che suona “lento” perchè è infinitamente più difficile suonare così che suonare veloce, con così poche note sei davvero “nudo” davanti al pubblico, o le suoni con l’anima o semplicemente non esisti.

Nessun appiglio, nessun effetto…solo mani, cuore..e strato!