Grazie Lucio! alcuni pensieri in tua memoria

Ripropongo le mie parole su Lucio Dalla, a tre anni dalla sua scomparsa! #Luciodalla

Lucio Dalla è scomparso da alcuni di giorni. Ho sofferto molto per la sua scomparsa e ho partecipato all’enorme lutto collettivo fatto di messaggi, silenzi, attesa, applausi, lacrime, parole, emozioni, volti e soprattutto Musica.

Stamattina ero alla ricerca di un suono, avevo in mente il “suono” di un Lucio Dalla che avevo vissuto così intensamente da spingermi un giorno a bussare alla sua Casa Discografica, la Pressing, per chiedere di potere scrivere la mia tesi di laurea su quella che, circa 20 anni fa, era una delle migliori e più importanti “fabbriche” musicali e artistiche italiane.

Per me, partito da Bolzano a fine anni 80 verso la culla della cultura italiana per eccellenza, Bologna (che allora pronunciavo maldestramente ancora con la “o” aperta), Lucio Dalla era qualcosa più di un cantante e di un musicista.

Allora ero abituato a leggere con religiosa attenzione qualsiasi cosa fosse stampata sulle copertine dei dischi: note, dediche, ringraziamenti, nomi e cognomi di musicisti, produttori, fonici, tecnici, agenzie grafiche e di PR.

E in quelle assidue letture avevo scoperto un universo di persone, luoghi e attività che rimaneva quasi invariato da un disco all’altro, e non solo nei dischi di Lucio, ma anche in altri dischi di artisti nuovi, emergenti, come Luca Carboni, oppure di artisti già affermati che comunque “dovevano” ruotare in quell’universo artistico. Eh sì, perchè a guardarci bene, a Bologna dagli anni 70 in poi si era creato un vero e proprio “pianeta” musicale, una vera e propria “fabbrica” di arte e musica, nata con Lucio Dalla e che in Lucio aveva il suo baricentro assoluto.

Grande Musica, grandi produzioni, studi di registrazione ancora oggi all’avanguardia (la Fonoprint), un folto gruppo di musicisti, autori, produttori e tecnici, che Lucio aveva scoperto e fatto crescere e che da quegli anni in poi avrebbero “colorato” tanta musica italiana con i loro suoni, assoli, groove e arrangiamenti.

Io sono un chitarrista e da chitarrista ho sempre amato e ammirato i compagni di viaggio di Lucio Dalla, Ricky Portera, Bruno Mariani, gente a cui Lucio non ha dato solo delle “parti”, musicisti veri che si sono potuti esprimere al loro meglio insieme a Lucio..ecco allora le “marianate” (così venivano chiamati gli abbellimenti e i suoni di Bruno dai fonici della Fonoprint), di cui in “Vita” si trovano innumerevoli esempi, i tanti soli bellissimi e quel piccolo grande capolavoro che è il solo di Ricky Portera su “Ayrton”. Rimani lì, immobile, emozionato, brividi lungo la schiena e capisci che la Musica può essere solo un dono di Dio.

Penso che a Lucio Dalla debba essere riconosciuto questo merito, oltre all’immenso talento artistico, e cioè l’avere fatto crescere intorno a sè tanta cultura e arte ed averle coltivate in forma poetica, un vero e proprio moderno mecenate della musica e della canzone.

Stamattina cercavo il suono del “mio” Lucio Dalla..un suono nel quale sapevo di poter ritrovare la Bologna di quegli anni, l’atmosfera di quei luoghi con quelle persone, le ore passate a scrivere di quel fenomeno artistico e musicale unico e irripetibile, la soddisfazione di avere parlato di Lucio e della sua attività davanti ai Professori della Commissione di Laurea…e l’ho ritrovato simbolicamente in 1983, un disco sognante e poetico, ambizioso, corale, ecco, è come se quella Bologna fosse già stata raccontata e descritta perfettamente, quasi in anticipo, in musica, parole e poesia..

Grazie Lucio!!

Bologna,02 6 Marzo 2012