In memoria di Pino Daniele

Mi ci è voluto più di un mese per elaborare il lutto per la perdita di Pino Daniele! Non mi sono voluto unire al coro di RIP della rete, ho dovuto attendere, metabolizzare, pensare..

Pino Daniele è (ahimè stato) un artista immenso per la musica italiana e non solo. E’ stato uno straordinario compositore. Ed infine Pino Daniele era un chitarrista! Non un chitarrista bravo, eccezionale, straordinario…un Chitarrista!! Con la “C” volutamente maiuscola!

Colpiscono le immagini che sono passate a migliaia in TV e sui Social, Pino Daniele ha sempre una chitarra in mano! Straordinario! Una vera compagna di vita, inseparabili. Elettriche, acustiche, semiacustiche, synth, il buon Pino nella sua vita artistica ha suonato di tutto, sempre un po’ più avanti di tutti gli altri, sempre alla ricerca di modelli innovativi e ricercati. Chi non lo ricoda con la Schon, la bellissima Paradis Avalon, la Super 400, le recenti Shur, tante Strato e Les Paul, la Roland G707! Provò addirittura il Synthaxe! Penso che per Pino la chitarra rappresentasse davvero tanto, il “luogo” della composizione e ovviamente la sua seconda “voce” in studio e sul palco. O la prima!! Il dubbio che per Pino la chitarra venisse prima di tutto l’ho sempre avuto!

E quanto studio, quanto ascolto, quante contaminazioni. Nella Musica e nel playing di Pino si sentono distintamente le influenze di tanti artisti e tanti generi diversi, ripresi e metabolizzati per essere riproposti in un Mix assolutamente unico e straordinario. I Weather Report, Il Pat Metheny Group, Chick Corea, tanti standard, il jazz, il funky, il blues, tanta musica popolare, la tradizione napoletana..un artista colto!! Coltissimo!! Come tutti gli artisti dovrebbero essere, anche nella Musica pop! Per quanto la musica di Pino, in particolare nei primi 5 album, è tutt’altro che pop! Al massimo popolare, perchè la Musica di Pino è stata popolare, amata da tanti, anche da chi non si era mai avvicinato alla musica colta.

Questa secondo me può essere una chiave di lettura della stima che Pino aveva a livello internazionale, l’ammirazione di cui godeva da parte di molti jazzisti, bluesmen e popstar. Perchè gli veniva riconosciuta un’autorevolezza artistica di primo livello, Non ho mai visto nessuno suonare con lui con aria di sufficienza o di superiorità. Ho visto Pino e Pat Metheny dal vivo. Con Pino ti dovevi esibire dando il tuo meglio, altrimenti lui primeggiava subito, ti spiazzava per l’indiscussa bravura e perchè sempre gli leggevi negli occhi la passione assoluta per la musica e la chitarra. Ad un appassionato del genere, colto al livello giusto per potere capire con chi stava condividendo il palco, e rimanerne il più delle volte affascinato, non potevi rivolgerti con superiorità o con sufficienza. E poi, a tutti i musicisti con i quali ha collaborato e con i quali ha suonato insieme, Pino Daniele regalava delle composizioni incredibili, texture armoniche e melodie cariche di emozione e groove. Da leccarsi i baffi per qualunque artista! Al quale, se poteva, Pino sapeva anche dare lo spazio adeguato, quasi fatto su misura, come a Mick Goodrick in “Invece no”..al fine del brano gli offre 10 accordi come si deve per fare sentire un titano come Mick a proprio agio..maestria e rispetto dell’arte e della Musica!

E poi il Pino a supporto dei suoi brani, la chitarra sempre presente a sorreggerlo, a dare groove, ritmo, personalità ad ogni singolo brano. Pino suona incessantemente anche mentre canta. E’ un chitarrista ritmico eccezionale, struggente quando si accompagna da solo all’acustica. Un fine arrangiatore delle proprie parti nei suoi dischi, un improvvisatore quando può liberare la sua anima da jazzista.

Penso che ci vogliano due o tre vite artistiche anche per avvicinarsi ad un talento come quello di Pino Daniele. Un artista del genere rappresenta un unicum italiano e internazionale che difficilmente avremo il privilegio di vedere anche solo imitato.

A distanza di un mese dalla scomparsa, mi rendo conto dell’enorme perdita che abbiamo subito, come appassionati della Musica, come musicisti e come chitarristi. Oltre ad una perdita che sento anche molto intimamente, la musica di Pino mi ha accompagnato le mie emozioni per tanti anni, ho spesso cercato di imparare qualcosa da lui! Talvolta, con molto rispetto, di suonare una brano, una parte, un solo!

Rimangono, perchè l’arte è un dono divino che rimane e vive oltre le persone, le sue incredibili opere. Per i più giovani i primi 5 Album devono essere studiati, studiati e ristudiati, proprio per cercare di capire come l’arte si manifesta e ci può sorprendere. Vanno ascoltati pensandosi a fine anni 70 a Napoli, solo così sarà possibile comprendere la portata innovativa, l’originalità e la creatività che sono state espresse da Pino e, ricordiamolo perchè non fa male, dagli eccezionali artisti di cui ha saputo circondarsi.

Adesso, dopo una mese e queste poche e sentite parole, posso dare il mio Addio a Pino Daniele, mentre, ovviamente, sto ascoltando, come sempre farò, la sua “immortale” Musica e mi emozionerò, come già da tanti anni, nel cercare di suonare le “sue” note sulla chitarra.