Jimi Hendrix: Vodoo Child Movie

Ieri notte su RAI5 è andato in onda Jimi Hendrix Voodoo Child, film documentario dedicato al grande chitarrista di Seattle. Mi aspettavo il solito collage di immagini e filmati d’epoca, il racconto stereotipato del genio sregolato, i figli dei fiori, Woodstock e la beat generation, la droga e la scomparsa prematura, per certa retorica inevitabile.

Invece questo Film mi ha sorpreso perchè il racconto è affidato esclusivamente alle parole di Hendrix (il film è stato annunciato come “Jimi Hendrix in his own words“). Interviste, lettere (alcune bellissime scritte al padre), scritti, registrazioni, tutto materiale originale “narrato” dal bassista Bootsy Collins (doppiato nella versiona italiana) Le immagini e i video sono davvero tanti, molte cose assolutamente inedite, molti momenti anche privati, bellissime foto, il tutto concentrato nell’arco temporale settembre 1966 – settembre 1970.

La stretta collaborazione della produzione con la famiglia Hendrix ha davvero prodotto un ottimo risultato. Dagli archivi di famiglia sono usciti degli autentici tesori. Ottima la regia, il documentario è molto dinamico e non annoia senza avere la pretesa di mostrare tutto in rapida sequeza. Mi ha colpito molto anche la narrazione.

A parte i dati fondamentali della biografia di Hendrix, già molto noti, ci si concentra molto – aggiungerei finalmente – sul rapporto tra Jimi e la musica, Jimi e la chitarra, Jimi e la vita. Il quadro che emerge è quello di un artista incredibilmente lucido (altro che sballo), perfettamente conscio dei propri mezzi, con una tensione continua verso il nuovo, l’inesplorato. E allo stesso tempo istrione sul palco e nella vita privata, assolutamente carismatico, perfettamente in asse con il suo tempo, anzi, originale e un passo avanti rispetto agli altri. La lucidità mentale di Hendrix sulla musica, il suo rapporto assolutamente intimo e viscerale con la chitarra, il suo “sentire” i cambiamenti quasi in anticipo sono tratti assolutamente unici, inimitabili…forse per questo che la sua musica suona ancora oggi attuale, dirompente, senza tempo.

Alla fine dei sixties Jimi era inquieto, sentiva il bisogno di innovare oltre a quello che aveva già fatto in pochissimi anni, passando dagli Experience ai Gipsy. Nel Film viene sottolineata molto bene la profonda evoluzione musicale di Hendrix, anche nelle immagini e nei video si percepisce chiaramente il cambiamento, musicale e stilistico. Un Jimi più composto nel suonare, più meditativo e profondo, anche nelle interviste e nei suoi scritti.Ad un certo punto dice “Io probabilmente non raggiungerò mai i 28 anni” e su questa frase scorrono le ultime immagini del film, spezzoni video del funerale, la foto di Miles Davis con cui Jimi sentiva di potere davvero innovare ancora una volta. Purtroppo non lo ha potuto fare.

Ma la sua genialità come musicista vivrà per sempre, questo Film è riuscito a raccontarla davvero bene con un racconto serio e rigoroso, senza interpretazioni e giudizi retorici e stereotipati. Il giusto omaggio al padre di tutti i chitarristi!