Music Italy Show 2013: i due cent di Guitarlist

 

Si è chiusa ieri la seconda edizione del Music Italy Show di Bologna. Una tre giorni davvero molto intensa, tantissime esibizioni live e il consueto spazio espositivo, quest’anno nei padiglioni 21 e 22 della Fiera di Bologna.

 

 

Non ci aspettavamo di più, in particolare dopo l’annullamento dell’edizione 2012. Complimenti a chi ci ha creduto e a chi ha organizzato l’evento…più di così, con la crisi che c’è in giro, era davvero difficile fare!

Però…un però c’è!! Rispetto all’edizione 2010 a mio parere ciò che ha sofferto di più è stata l’area espositiva, troppo uniforme nella distribuzione degli stand, troppo anonima nella proposta degli strumenti e nelle esibizioni on site (a parte le tante gig che si sono tenute nei due palchi esterni). Gli stand così uguali un all’altro, con pochi spazi chiusi, con poche pareti insonorizzanti, in due padiglioni sicuramente non adatti alla musica, hanno determinato una confusione sonora molto fastidiosa, a fronte di attività presso gli stand molto ridotte.

Ottima l’idea dei macro-eventi nell’auditorium, in cui si è suonato ma anche parlato di Musica e di Fare Musica..idea vincente a mio parere, sicuramente da replicare nelle edizioni future. Altrattanto ottima l’idea dei palchi esterni ma acusticamente da riconsiderare (troppo cemento, troppe riflessioni) e in alcune fasce orarie impraticabili per il pubblico, 35 gradi e sole a picco!

Colpisce la quasi totale assenza di ospiti internazionali..difficile affrontare una fiera del “fare musica” senza potersi confrontare con qualche nome “pesante”.

A parte le esibizioni concentrate all’esterno, nessuna sessione autografi, poche le demo di prodotti allo stand, pochi i momenti conviviali. Giusto per fare un paragone nel 2010 solo girando per gli stand ci eravamo imbattuti in Dave Kilminster, Frank Gambale e Andy Timmons, che si intrattenevano con i visitatori tra una demo e l’altra.

Insomma sono mancati quegli elementi che conferiscono spessore ad un’evento di questo tipo. Dopo un paio d’ore sembrava di avere visto già tutto. Nella precedente edizine del MIS e nelle passate edizioni del Disma (noi abbiamo avuto uno stand a Rimini qualche anno fa) capitava spesso di dover scegliere tra un evento e l’altro, oppure di dovere reclutare un aiutante per la copertura degli eventi in contemporanea. Eventi se vogliamo anche più piccoli, in salette piccole e stipate all’inverosimile,ma molto coinvolgenti proprio per la possibilità di stare a pochi metri, spesso centimetri, da uno dei propri maestri o artisti preferiti.

I due cent di Guitarlist, in estrema sintesi, sono questi: arricchire la proposta complessiva, più “vita” negli stand, tante “music room” con esibizioni più brevi e con scheduling ripetuti nel corso dell’evento, insomma un bel ritorno alla cara vecchia formula, salvando i palchi live e gli eventi dell’Auditorium…e chi lo racconta alla crisi?