The Aristocrats “Tres Caballeros”: Recensione

Basterebbero il nome dell’Album “Tres Caballeros” e l’artwork a 8 bit per comprare il CD a occhi chiusi. Ma siamo di fronte ad una delle più importanti formazioni dei nostri tempi (di questo si tratta) per non poterci limitare a poche parole, benchè più che sufficienti.

E allora sentiamo come suona l’ultima fatica degli Aristocrats, al secolo Guthrie Govan (“la chitarra” oggi!!), Marco Minneman dietro (ma anche davanti, sopra e sotto) le pelli e Bryan Beller (Mr. Groove) al basso. 9 brani, come già per i precedenti lavori (rece qui e qui) 3 a testa. In questo CD l’ordine è MGB a ripetere.

Atmosfere le più varie, forse con una componente latino messicana più evidente, non fosse altro per l’omaggio a Ennio Morricone, agli spaghetti western, a Tarantino, nella spettacolare Smugglers Corridor, composta da Bryan Beller. Oppure la groovosissima Texas Crazypants, in cui ho sentito riferimenti allo Scott Henderson di Dog Party e ai primi Dixie Dregs.

Ciò che rende i Tres caballeros pardon Aristofreak pardon Aristocrats un grande gruppo è proprio l’avere portato un enorme bagaglio culturale musicale a fattore comune. Sei ad.es. un chitarrista, un fan di Govan? Potrei anche dirti di lasciare perdere con questo CD! Perchè mai??? Perchè Guthrie qui suona come Guthrie negli Aristocrats, che è diverso da Guthrie con Steven Wilson o da solo. E’ tutto molto ragionato, pensato per essere in perfetta sinergia con le composizioni, con lo spirito cercato nelle composizioni dagli altri membri della band niente di più! Hai detto poco!!! Qui si suona a dei livelli che la maggior parte dei musicisti di tutto il mondo sogna la notte quando fa sogni hard!!!

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Quindi ricordiamoci, gli Aristocrats sono un grande Gruppo e hanno infilato uno dietro l’altro 3 splendidi lavori, sempre in crescendo o con variazioni significative da un lavoro all’altro. In Tres Caballeros ho trovato un’attenzione maniacale al tempo, al ritmo, al groove, si sente quanto ognuno abbia pensato alle capacità dell’altro e quanto tutti e tre sappiano della presenza di Minneman nel gruppo!!! Si perchè Marco tiene davvero su tutto a livello ritmico, inarrestabile, presentissimo senza mai esagerare, dinamico da paura, dopo un paio di brani pensi di potere suonare così anche tu, tanto la fa facile!!!

In Govan ho trovato un’attenzione notevole alle composizioni. Penso a Pig’s Day Off, dove eccheggia qua e là il meastro Allan Holdsworth e Jack’s Black, un ardito incastro ritmico come già fatto in Culture Clash. Guthrie è così avanti che può suonare qualsiasi cosa, anche in background ed essere protagonista anche senza scomodare un solo o una impro. Il suo playing è perfettamente armonizzato e in sinergia col gruppo. Non aspettattevi il “solone” risolutivo, con gli altri ad accompagnare…niente affatto!! Govan lo ascolti per tutto il disco, o nada!!

Beller mi ha colpito per le composizioni: sono quelle più furbe e ammiccanti, forse di più facile ascolto ma cavolo sono proprio belle e trasudano divertimento da tutti i pori. Texas Crazypants è torrenziale, Smugglers Corridor un capolavoro, la conclusiva Through the flower una bella ballad in pieno stile Aristocrats.

Dimenticavo, non è un disco facile, se li conosci è facilissimo…se non li conosci dopo tre dischi meglio porre rimedio

Hasta luego

 

TRACKLIST

1. Stupid 7
2. Jack’s Back
3. Texas Crazypants
4. ZZ Top
5. Pig’s Day Off
6. Smuggler’s Corridor
7. Pressure Relief
8. The Kentucky Meat Shower
9. Through The Flower

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