Walter Donatiello – Recensione e Intervista

Abbiamo avuto modo di fare due chiacchere molto interessanti con Walter Donatiello, amico di vecchia data del nostro sito, fondatore e responsabile del CEMM di Bussero (MI), che ha recentemente pubblicato un nuovo CD con i Black Hole. Leggete l’intervista troverete un’anticipazione strepitosa per GuitarList

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Recente uscita discografica per Walter Donatiello, chitarrista milanese molto attivo in ambito musicale e didattico (suo infatti è il CEMM di Bussero, rinomata scuola di musica a livello nazionale).

IL CD si intitola Black Hole Quartet e vede Walter Donatiello affiancato da Michelangelo Flammia al basso, Daniele Cavallari al Sax tenore e Tiziano Tononi alla batteria.

Già dal titolo di Cd si intuisce che siamo di fronte ad un quartetto di musicisti uniti dal desiderio di esplorare e sperimentare le loro idee musicali: 6 brani inediti, 3 di Cavalcanti, 2 di Tononi, e 1 di Donatiello e già dalla prima traccia una forte propensione all’improvvisazione, all’interplay e al groove.

Il disco si caratterizza sicuramente come jazz, anche se qui spostato più sui registri del jazz elettrico, e del free jazz. C’è davvero molta improvvisazione “di gruppo”, molto gioco delle parti e molta voglia di fare emergere la coralità di tutta la formazione.

I brani sono ben strutturati e davvero c’è molto spazio per l’espressione delle personalità di tutti e 4 i musicisti, come è giusto in un progetto di gruppo.

Il disco è “tonico” e “potente”, i musicisti sono davvero all’altezza delle composizioni e dell’idea di contesto improvvisativo molto libero che si propongono di dare all’ascoltatore. Il disco suona molto “americano”, si sentono echi di Miles Davis, John coltrane, Mahavishnu Orchestra, Billy Cobham, Michael Brecker e, chitarristicamente parlando, di John Mclaughlin, John Abercrombie, del Pat Metheny più jazzista.

Walter Donatiello denota una notevole maturità chitarristica, sapendo miscelare al meglio le parti chitarristiche con il resto del gruppo e ricavandosi i propri spazi nei momenti giusti.

In generale vi consigliamo l’ascolto di questo disco perchè è raro trovare in Italia un chitarrista jazz che suona diciamo “avanti” rispetto al jazz più tradizionale e un’ottima formazione molto coesa musicalmente e con un ottimo groove.

Ultima avvertenza come dicevamo il disco si basa molto sul suonare insieme e sull’improvvisazione, i brani sono 6 tutti quanti abbastanza lunghi e articolati proprio per dare ai musicisti la massima possibilità di espressione, quindi troviamo pochi arrangiamenti, pochi obbligati e molta improvvisazione.

Abbiamo colto l’occasione di questa recensione per fare qualche domanda ad uno dei protagonisti, nostra vecchia conoscenza e amico di GuitarList: Walter Donatiello.

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1. Walter, da dove è nato il progetto e dove ha preso l’ispirazione
Il progetto è nato da un’idea condivisa da 4 musicisti che arrivavano da esperienze diverse. Personalmente ero molto stanco di suonare con persone che questo tipo di musica riuscivano solo a raccontarlo e quindi mi sono messo alla ricerca di musicisti di altissimo livello come Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti che di questa musica ne hanno fatto uno stile di vita, una ricerca consolidata nel tempo.
Infine abbiamo inserito un giovane bassista elettrico straordinario, quale è Michelangelo Flammia che ha creato un balance tra me e gli altri musicisti.

2. Ci parli dei tuoi compagni di viaggio che hanno indubbiamentte lasciato  un’ottima impressione per bravura e “cultura” jazzistica?
Parlare di Tiziano Tononi e di Daniele Cavallanti è come parlare di un pezzo di storia della ricerca della musica contemporamea afroamericana in Italia. Ero ragazzo e loro erano già ricerca. Penso che siano due strumentisti completi sotto l’aspetto tecnico, teorico e compositivo. Reputo Michelangelo Flammia tra i migliori bassisti sicuramente in Italia. Nonostante la sua giovane età ha quasi fatto tutto, oltre essere eclettico come musicista è spesso a disposizione della musica

3. Il disco è stato registrato live in studio? Ci racconti come avete  impostato le registrazioni?
Il disco essenzialmente è stato fatto dopo una preparazione e uno studio non casuale . Abbiamo voluto fissare un primo punto nella storia di questo gruppo che a detta di molti potrebbe segnare l’ inizio di un progetto che deve durare nel tempo. Personalmente mi ritengo fortunato di aver fatto questo disco con musicisti italiani di altissima levatura, che non ho dovuto pagare per farli suonare con me, ma dove posso essere parte integrante di un gruppo, essere scelto per un progetto con musicisti che suonano e vivono la vita  professionalmente sceglierndo il musicista per l’approccio e il suono che possono creare un progetto ben definito. Parlando della registrazione vera e propria, il pazzo di Tononi che spesso è abituato a non editare, non sovrapporre, ma a far uscire la musica così com’è realmente, ha fatto un ottimo lavoro dirigendo tutti noi  e mettendo a disposizione la spontaneità del gruppo.
Le registrazioni sono fatte interamente dal vivo, in un pomeriggio per poi suonare la sera, abbiamo suonato  due take per ogni brano per poter scegliere, ma alla fine abbiamo scelto prevalentemente la prima take per la freschezza e la spontaneità.

4. Con quale setup hai affrontato questo progetto?
Mi sono portato dietro un po’ di chitarre, Fender Telecaster, Gibson di vario genere , ma alla fine ho usato quasi sempre  una chitarra semiacustica 533 Custom Heritage, una Strato 69, pedalini vari offerti gentilmente dal mio pusher di pedalini Stefano Ghisleri di Bergamo, ho usato corde De Salvo e aggeggi non convenzionali di ogni genere. L’ampli era un Fender Twin anni 70.

5. Per arrivare alla vostra profondità e conoscenza del linguaggio  jazzistico penso che sia molto importante il confronto continuo fra  musicisti? In questo pesa anche la possibilità di formarsi continuamente attraverso il CEMM?
Penso che la ricerca personale sia basilare per poter evolvere,  perchè il confronto possa avvenire quotidianamente, se  affrontato con veri musicisti, e la musica è posta come momento di scambio, per un divenire di spontaneità continua. Penso che questo progetto abbia portato agli studenti del CEMM una visione della musica jazz diversa dalle proposte legate alle realtà jazzistiche italiane. Daniele Cavallanti ha formato un Ensemble contemporaneo composto da studenti e docenti del CEMM. Tiziano Tononi ha inserito quest’anno tra i laboratori una guida all’ascolto della musica afroamenricana molto gettonata dai ragazzi . I ragazzi ormai stanchi dei soliti standard vengono incoraggiati ad avere progetti personali e a non creare quel divario tra insegnanti e studenti.

6. Vedo che il CEMM è sempre molto attivo nelle proproste collegate alla didattica (eventi, clinic, concerti), ci vuoi raccontare il tuo approccio
 alla didattica musicale e chitarristica?

Devo dire che il CEMM ha subito una variazione cambiando alcuni insegnanti e aggiungendone altri . Sicuramente siamo cresciuti e questo è dato dal fatto che adesso si riesce a parlare la stessa lingua. Siamo comunque aperti a qualsiasi tipo di genere a patto che sia costruito in modo chiaro, professionale e competente. Cito il nuovo corso con un grande chitarrista, sicuramente molto diverso da me, Chicco Gussoni,  ma con la stessa voglia di costruire . Se dobbiamo fare un corso di pop rock facciamolo con qualcuno che lo fa davvero!
Oltre a quanto già citato abbiamo la partecipazione ormai fissa da circa 12 anni di Giovanni Tommaso che oltre al corso di Arrangiamento ha aggiunto un corso di specializzazione jazzistica dispensando -i ma soprattutto divertendosi insieme agli studenti –  consigli preziosi, Tiziana Ghiglioni con il suo nuovo corso di voce jazz, Massimo Manzi con il perfezionamento per batteria bebop e hard bop, Marco Ferullo con un corso innovativo legato alla fisica e all’acustica musicale e altri eventi come tre giorni di full immersion di musica indiana.
Tra i personaggi che abbiamo avuto di recente che seguono l’alternativa del CEMM, ricordiamo Marc Ducret, Bruno Chevillon e Eric Echampard
Penso come Coordinatore Didattico del CEMM che la didattica in una scuola debba essere costruita ad hoc sullo studente coordinando gli insegnanti tra loro.  Ai miei studenti personalmente devo molto in quanto lo scambio e la stima spesso è il fulcro di una buona riuscita per la loro formazione musicale. della musica.

7. Progetti futuri?
Di prossima uscita il metodo didattico sullo stile di Dodi Battaglia che è costato una fatica immensa per codificare, analizzare e trascrivere nota per nota  e per questo mi sono avvalso della collaborazione  del mio bravo studente Francesco Tolomio.  Insieme  a  Dodi  poi  ci siamo  presi  del  tempo  per  completare con commenti tecnici e commenti legati prettamente allo stato emotivo della composizione del solo. Il lavoro che ho svolto è stato minuzioso e di controllo, ho dovuto risuonare tutti i soli e devo dire che ho avuto momenti dove ho capito che codificare un talento come quello di Dodi è un grande impegno ed una grande responsabilità anche perchè Dodi non è solo il classico chitarrista rock, ha uno spiccato senso del ritmo, della simmetria e riesce a rendere musicale qualsiasi cosa  

Ho provato momenti  di sconforto dove chiamavo Dodi per chiedere in che posizione avesse suonato  quel tal assolo vent’anni prima e lui  ridendo diceva “fammici pensare…” 

Se vi andrà successivamente potremmo fare un’intervista con Dodi (
e questa ci sembra davvero una grandissima anticipazione!!!! ndr)

In parallelo sto scrivendo un metodo sull’improvvisaz ritmica, sulla codificazione e sull’approccio analitico del ritmo da Parker (be  bop) alle forme libere del ritmo ma l’uso di questo libro potrà non essere legato strettamente ai chitarristi ma a cantanti, pianisti, sassofonisti bassisti  batteristi . Mi è sembrato giusto e utile proporre un lavoro nato da anni di studio e di ricerca in una scuola parigina che ha sconvolto il mio modo di concepire la musica e di farla . Penso che sei anni fa quando iniziai questa scuola non mi sarei mai aspettato un distacco dal tradizionale metodo ritmico . Attualmente svolgo seminari presso altri istituti e coinvolgo Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti e MichelangeloFlammia; musicalomente sto preparando un disco acustico con Piera Quirico, un disco live con un’orchestra classica moderna che proporrà la Carmen. Infine stiamo studiando i pezzi per il nuovo disco dei Black Hole proponendo una scruttura differente data dalla continua evoluzione del gruppo.
 

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