“Arriver”: nuovo Album dei Dolcetti – la recensione

“Arriver”, ultima fatica dei Dolcetti! Comincio ad ascoltarlo: brani sofisticati, finemente arrangiati, sonorità mutevoli, modernità! Gran gruppo, questa volta i Dolcetti hanno reclutato altri musicisti, mi dico cercando fra i credits! Macchè!! Rimangono sempre i soliti due ecclettici friulani, Gianni Rojatti e Erik Tulissio, che stavolta sembra ci abbiano davvero preso gusto, già a partire dai titoli!!!

Non c’è nulla da fare, i due hanno creatività da vendere, sanno prendere la cosa tra il serio, l’irriverente e la follia come nessun altro in Italia in questo momento. Forse anche fuori confini si fa fatica a trovare un mix di questo tipo, sorretto indubbiamente da capacità artistiche personali di tutto rispetto.

Gianni Rojatti, insieme al più o meno coetaneo Daniele Gottardo, rappresenta secondo me il “presente” della chitarra elettrica italiana. Stile inconfondibile, tecnica pazzesca, un approccio “ortodosso” allo strumento, del tipo “o tutto o niente”. Se Gianni suona, il risultato è quello che senti. Chitarra sbattuta in faccia, tecnica presentissima e sapientemente dosata, gusto per le sonorità, amore per la musica, tutta! Con una particolare inclinazione per il pop anni 80, l’elettronica, la disco, il reggae, i Police, il punk, il progressive, Frank Zappa, Steve Vai e ( sì, qualcosa l’ho sentita in Arriver), gli EELST!

Erik Tulissio supporta al meglio la complessa architettura musicale dei Dolcetti, non ti fa mai percepire che non c’è un bassista a fare il groove insieme a lui. A parte il basso fatto spesso con il Moog, suonato davvero molto bene! Erik è bravo, molto moderno nell’approccio allo strumento, acustico e non, al perfetto servizio della musica del gruppo, eclettico al punto giusto su parti e arrangiamenti tutt’altro che semplici.

Va poi considerata anche l’indubbia capacità dei due di maneggiare suoni, pads, sequenze e overdubs, nonchè la qualità complessiva dei suoni. Qui lo zampino di Enrico Sesselego (Steve Vai, Paul Gilbert) al Mix si sente eccome! Bello sapere che il tutto potrà essere riproposto anche dal vivo con la stessa qualità!

L’ascolto del CD scorre via veloce, i brani si susseguono con ritmo incalzante, i Dolcetti danno poca tregua all’ascoltatore, la musica cambia spesso registro in modo repentino, non ti puoi abituare ad una sonorità che è già cambiata, ogni tanto ti arrivano delle bordate di chitarra da incenerirti. Anche se in mano a Gianni Rojatti tutto sembra molto semplice e facile (come capita ai Grandi)

Un unico appunto…io una ballad la sto ancora aspettando ;-)))
TRACKLIST (siete matti non la riporto, mi denunciano al Gran Mogol)

ANNO: 2016

RIFERIMENTI
https://www.facebook.com/dolcetti333/

ANTICIPAZIONI
https://dolcetti.bandcamp.com/releases

…e lingua verde di prosecco a tutti