Kiko Loureiro – Sounds of Innocence Recensione

E’ davvero difficile in questi ultimi tempi imbattersi in lavori chitarristici degni di nota. Spesso anche i grandi nomi latitano o ripropongono il proprio stile e cliché..la noia è sempre in agguato.

Non è così per Kiko Loureiro! 4 dischi in totale da solista, alcune “fughe in avanti” ancora oggi molto originali (l’interno Universo Inverso), per arrivare a questa ultima opera, “Sounds of Innocence”, produzione 2012, in cui il virtuoso brasiliano colpisce ancora.

Un disco molto ben arrangiato e concepito, un ottimo Mix di varie influenze musicali in cui il metal, spesso lo speed metal, costituisce il baricentro compositivo e sonoro. Alla batteria troviamo l’immenso Virgil Donati (e si sente eccome!), al basso il compagno, anche negli Angra, Felipe Andreoli (granitico come sempre).

Non fatevi comunque ingannare, Sounds of Innocence è un disco complesso ed evuluto, esattamente come l’artista che lo ha concepito.

Kiko sorprende per il playing sempre pronto, scattante, veloce e al contempo sempre attento a cogliere la melodia e imporre la “voce” della sua Tagima a 27 tasti.

Per chi ha voglia di musica rock/metal sofisticata e mai lontana dalla melodia, per chi vuole ascoltare un chitarrista oggi un passo avanti rispetto al (triste?) periodo chitarristico-musicale attuale.

Brano preferito: Reflective, assolutamente micidiale


TRACKLIST

1. Awakening Prelude

2. Gray Stone Gateway

3. Conflicted

4. Reflective

5. El Guajiro

6. Ray of Life

7. The Hymn

8. Mãe D’Água

9. Twisted Horizon

10. A Perfect Rhyme