Paul Gilbert “Vibrato”: Recensione

Paul Gilbert, uno dei più grandi shredder apparsi sul pianeta ormai da quasi 30 anni, è uno dei pochi, forse l’unico ad avere saputo evolvere e modernizzare continuamente il suo playing. In quest’ultima fatica discografica ha portato a sintesi molto dei suoi lavori passati, il meglio delle opere cantate con il meglio delle opere solo strumentali.

Meno note, sicuramente! Anche se Paul Gilbert è probabilmente l’unico chitarrista che per approccio tecnico e suono (qui a dire il vero meno ruvido del solito) fa “digerire” all’ascoltatore un numero di note incredibile, sarà perchè le sue si sentono tutte quante   distintamente!!

Più bluesy, sicuramente! Bending a profusione, il ritorno (udite udite) della leva!! Un suono molto caldo e davvero molto lontano ad.es. dal Paul Gilbert di 10 anni fa. Il disco sprizza groove in ogni brano ed è, per così dire, divertente! Ma questo è un trademark per Paul Gilbert, penso la sua caratteristica migliore. Grande simpatia, umiltà e tanta, tanta voglia di suonare.

Un aneddoto: ho intervistato Paul nel 2009 a Levizzano. Eravamo nel castello di Levizzano, lui aveva appena finito il suond check e stava in una stanza tutto solo, armato di Fireman, a suonacchiare davanti ad un vassoio di frutta. Fatta l’intervista, chitarra sempre in mano, usciamo insieme dal castello. Arrivato in prossimità del palco uno dei musicisti della support band gli dice: “Vuoi suonare (ancora)?” e lui, candidamente, tutto sorridente: “Of course!”. Solo altri impegni pre serata lo fanno desistere, dispiaciuto!

Vibrato suona in tanti modi diversi, è rock, jazz, funky, blues. Paul gioca abilmente a mantenersi diciamo così “classico”, offrendoci un lato di sè assolutamente nuovo e soprendente (dopo 30 anni di chitarra!!!) mentre ogni tanto butta fuori i suoi riff & chops micidiali!

I brani cantati, ma anche gli strumentali, sono molto ambientati, quasi in chiave pop (ad.es. “Atmosphere on the Moon”), arrangiamenti notevoli sui quali collocare molto sapientemente, e in modo nuovo rispetto al passato, le parti solistiche. Dimenticatevi di ascoltare un disco fatto di “tema+shredding+tema”, qui si è lavorato ad un altro livello, molto più sofisticato e musicalmente rilevante.

3 brani strumentali, 3 brani cantati e 4 live. Tra i live, ripresi nell’ultimo tour del 2012, spicca la celebre “Roundabout” degli Yes, reinterpreta in modo davvero molto originale.

Prezzo del disco? Bivalve Blues, ovvero Paul “Page” in piena azione….

GEARS: http://youtu.be/kR7yV-aFVbI

Line-up:
Paul Gilbert – guitar, vocals
Emi Gilbert – keyboards, vocals
Kelly Lemieux – bass
Thomas Lang – drums

Tracks:
1. Enemies (in Jail) (Gilbert)
2. Rain and Thunder and Lightning (Gilbert)
3. Vibrato (Gilbert)
4. Put It on the Char (Gilbert)
5. Bivalve Blues (Gilbert)
6. Blue Rondo a la Turk (Brubeck)
7. Atmosphere on the Moon (Gilbert)
8. The Pronghorn (Gilbert)
9. Roundabout (Anderson / Howe)
10. I Want to be Loved (Dixon)
11. Go Down (Young, Young, Scott)

Tracks 1-8 registrate a North Hollywood, Maggio and Giugno 2012
Tracks 9-11 registrate live nel “Fuzz Universe” European tour del 2012.

The live band:
Paul Gilbert – guitar, vocals
Tony Spinner – guitar, vocals
Craig Martini – bass, vocals
Jeff Bowders – drums