Steve Lukather: Recensione di All’s Well That Ends Well

Quando si affronta la recensione di un Album del grande Steve Lukather è sempre molto forte la tentazione di considerarlo un album “chitarristico” e di palare di conseguenza solo di quel lato della produzione. Invece nel caso dell’ultima uscita discografica di Luke, intitolata “All’s Well That Ends Well”, siamo di fronte ad un album di ottimo pop-rock a cui il grande chitarrista di Los Angeles ci ha abituato da 30 a questa parte, con i TOTO e nella sua carriera solista. 


Eh sì, perchè il buon Luke si conferma un songwriter molto raffinato, un perfezionista nella ricerca del giusto “suono” dei brani, maniacale negli arrangiamenti curati in ogni minimo dettaglio. Dopo ripetuti attenti ascolti dell’Album mi sono reso conto che la dote più importante di questo lavoro è proprio la qualità compositiva e di produzione..il tutto ovviamente “condito” dal sapiente uso della chitarra e del “suono” unico e inimitabile di Luke.

Dal disco emerge un lavoro sulle chitarre che è davvero incredibile. Nella costruzione di ritmiche, licks, atmosfere e soli c’è una cura e una qualità che raramente (quasi mai) si riscontra in un album chitarristico. Steve Lukather è uno di quei chitarristi che senza musica esprimono molto meno di quello che sono in grado di esprimere quando in qualche modo entrano in vibrazione con la musica stessa. Sono grandi già quando suonano da soli ma diventano eccelsi quando possono mettere il proprio strumento al servizio della Musica.

In questo Album Steve racconta il periodo precedente della sua vita, funestato da vari eventi dolorosi e negativi (perdita, morte, Vita incasinata) ed è quindi caratterizzato da tinte più “scure” e drammatiche, in cui emergono come due autentiche “forze” la chitarra e anche la voce, davvero molto molto ispirata.

Che dire del Like chitarrista? Eccelso come sempre, ma vorrei aggiungere che in quest’ultimo disco la vera eccellenza è l’avere usato la chitarra in mille diverse sfumature, di cui i soli sono una sola importante sfumatura. Si vede chiaramente che Steve ha un’esperienza e cultura chitarristica immensa e che ancor’oggi sa esattamente quale è il ruolo corretto per la sua chitarra, per essere sempre in qualche modo moderno e un po’ più avanti di tutti.

In un paio di occasioni il nostro si fa sentire con un paio di assoli pazzeschi, come ad es. nel brano “Cant’t look back” in cui in meno di 40 secondi (sono tutti molto corti) impartisce una lezione a tutti su come si fa oggi un solo di chitarra in un brano. Oppure l’intenstità e drammaticità del solo su Don’t Say is Over: 25 secondi..25!! di lirismo puro!

 

Infine i suoni, micidiali!! Sia sui puliti, sui crunch, sui distorti negli assoli la chitarra di Steve suona sempre molto naturale, calda, dinamica come solo lui sa fare!!

Avanti così Luke!!

TRACKLIST
1. Darkness In My World
2. On My Way Home
3. Can’t Look Back
4. Don’t Say It’s Over
5. Flash In The Pan
6. Watching The World
7. You’ll Remember
8. Brody’s
9. Tumescent

CREDITS:
Steve Lukather – all guitars, lead & bg vocals
CJ Vanston – keyboards, atmospheres
Steve Weingart – keyboards and atmospheres
Carlitos Del Puerto – bass Eric Valentine – drums
Lenny Castro – percussion
Joseph Williams, Phil Collen (3) (4), CJ Vanston (3) – background voacals
Trev Lukather – power guitar (4)
Tina Lukather – background vocals (1)
Fee Waybill – background vocals (5) (7)
Bernard Fowler – background vocals (1)
Jory Steinberg – background vocals ((1) (2) (8)

Production – Steve Lukather, CJ Vanston, Steve MacMillan
Recording – Steve MacMillan Mixing & additional recording – CJ Vanston
Photography – Ash Newell Video – Nigel Dick ;

RISORSE SU GUITARLIST
Profilo di Steve Lukather
Intervista a Steve Lukather
Event Report Bologna Maggio 2008