Dream Theater: a dramatic Turn of Events – Recensione

Uscito oggi il nuovo attesissimo Album dei Dream Theater, il primo con Mike Mangini alla batteria dopo la fuoriuscita di Mike Portnoy (ora Adrenaline Mob) Non potevamo mancare all’appuntamento e quindi eccoci qui a recensire l’ultima opera del “Teatro dei Sogni”, undicesimo album in studio, titolo “A dramatic Turn of Events“.

Diciamolo Subito! La prima impressione è buona. Per di più, da ammiratore storico dei Dream Theater, ho potuto constatare che la musica dei Dream Theater è come un buon vino rosso, il cui aroma si affina nel tempo. E’ dopo parecchi ascolti che si riesce davvero ad apprezzare il lavoro di John Petrucci e soci.

Da ammiratore storico del gruppo non posso non notare che Mike Mangini è davvero un batterista incredibile ma in alcuni brani l’assenza di Mike Portnoy si sente. E’ un cambio di stile, di approccio allo strumento e al ruolo dello strumento nell’economia della band, un elemento sicuramente di innovazione, in cui inevitabilmente si accentua il confronto con il grande predecessore, bettarista davvero impressionante oltre che autentico cardine del suono complessivo dei Dream Theater.

Veniamo al lato chitarristico! “Breaking all Illusions”, minuto 6 e 10 secondi: la ragione chitarristica per acquistare subito il CD. Quasi tre minuti di incredibile e straordinaria arte musicale e chitarristica del grande John Petrucci, all’inizio della parte più lenta rieccheggia perfino Joe Satriani, su un registro di suono e chitarristico assolutamente inusuale per Petrucci, che di lì a poco parte in un solo strepitoso, molto classico, molto petrucciano, sorretto ovviamente alla perfezione dalla “macchina” Dream Theater .

Non c’è solo questo ovviamente, ci sono le serratissime parti all’unisono con Jordan Rudess e John Myung, le ritmiche rocciose a cui siamo abituati da anni, molti soli, arpeggi, melodie..insomma un grande Petrucci in ottima forma.

Come suona il disco? Bene, molto bene, il suono complessivo, il colore sonoro del nuovo album sono davvero di alto livello. L’album suona “caldo” e coinvolgente.

Se non fosse un disco dei Dream Theater si potrebbe anche gridare al miracolo. I brani sono tanti, di vario taglio e genere, troviamo molte soluzioni anche originali c’è anche un pizzico di elettronica ed un ruolo sicuramente molto attivo di Jordan Rudess, la voce equilibrata e ben inserita nei brani, alcune parti assolutamente impossibile come solo i Dream sanno fare, una mutata e rinnovata formula ritmica ma…….

…è l’undicesimo disco dei Dream Theater e ovviamente si avverte qualche sensazione di già sentito, di già esplorato, quasi di manieristico!! Manca Portnoy, forse manca una struttura narrativa forte come magari in Scenes from a Memory ma anche nel penultimo Black Clouds and Silver Lininigs, manca forse una lunga suite come Octavarium e The Count of Tuscany

Da parte mia il consiglio è ovviamente: comprate e ascoltate!! E’ buona musica, ottima davvero, ancora dopo 11 album e più di 20 anni all’altezza del blasone glorioso del Gruppo. C’è un grande Petrucci in ottima forma, anche con suoni e approcci tecnici talvolta originali ed inusuali, da ascoltare con molta attenzione!!

TRACKLIST

01. On The Backs Of Angels
02. Build Me Up, Break Me Down
03. Lost Not Forgotten
04. This Is The Life
05. The Shaman’s Trance
06. Outcry
07. Far From Heaven
08. Breaking All Illusions
09. Beneath The Surface