Paul Gilbert: Recensione Fuzz Universe

Questo è il mio terzo album strumentale. Mi ha quasi fatto impazzire in parecchie occasioni. Sentite tutte quelle note? Prima ho dovuto trovarle e poi ho dovuto metterle tutte assieme nell’ordine giusto. Mi ci sono voluti letteralmente dei mesi, che lavoraccio! Ma io amo le note

Così Paul Gilbert racconta a proposito della sua ultima fatica discografica, intitolata “Fuzz Universe, uscita da un paio di mesi e che, dopo molti ripetuti ascolti, anche noi di GuitarList abbiamo il piacere di recensire. Aggiungerei anche gli accordi alle note, nel senso che Fuzz Universe è molto ricco anche dal punto di vista armonico e compositivo..

Il disco segue “Silence Followed By A Deafening Roar” del 2008 e il primo CD strumentale, “Get Out Of My Yard” del 2006. A mio parere nel nuovo CD Paul Gilbert esplora alcuni percorsi già accennati in Silence, il risultato è forse un disco meno immediato del solito ma davvero molto ricco di note…accordi…arrangiamenti..MUSICA!!

E’ senza dubbio l’aspetto che mi ha colpito di più. Capita spesso che i CD di chitarristi diciamo della stessa generazione di Paul siano caratterizzati da composizioni tutto sommato semplici, sulle quali innestare lunghe parti solistiche, talvolta rasentando la noia anche nei fan più convinti. Non vorrei sollevare un vespaio ma a mio parere l’ultimo lavoro di joe Satriani va un po’ in questa direzione.. In Fuzz Universe invece Paul Gilbert ha fatto un gran lavoro compositivo e di scelta delle parti chitarristiche e dei suoni, tanto che spesso le linee principali del brano sono esse stesse già delle perle virtuositiche.

I brani nel loro complesso sono quindi già costruiti come brani di grande chitarra senza per forza dovere aspettare un solo, e senza che i soli e le parti più improvvisate occupino il grosso del tempo all’interno del brano. Il tutto porta ad un album molto originale, magari apprezzabile completamente dopo un paio di ascolti, fresco, vario e molto orginale. Prima traccia…Paul Gilbert anche ad occhi chiusi, non solo per il suono della sua nuova Fireman rosso/arancio coi single Coil (Di Marzio), ma anche per il tipo di composizione, un vero e proprio marchio di fabbrica..

Appunto, prima traccia – Fuzz Universe – inizia con un arpeggio in string skipping che da solo un raro pezzo di maestria chitarristica e che è quasi impossibile da riprodurre con quella intensità e così a tempo in ogni singolo pick..

Subito dopo Olympic, che è molto particolare sin dalle prime note, in cui Paul già ricrea le principali scansioni ritmiche del brano. La struttura degli accordi, a scendere su una scala di Do#, è di per sè un gioiello compositivo per chitarra elettrica..ancora meglio l’arrangiamento e la divisione delle parti con il basso. Qui la descrizione del brano da parte dello stesso Paul
http://www.youtube.com/watch?v=4-dfJbi9hWY

The Count Juan Chutrifo, la terza track, ricorda molto Bronx1971 di Silence, con tanto di Hammond a supporto della ritmica funky del brano

Successivamente Paul si cimenta, come già fatto in passato, con la musica classica adattata alla chitarra elettrica, suonando live e da solo il brano “J.S. Bach Partita In Dm”. Molto particolare l’idea di giocare con il volume e quindi con la saturazione per rendere i “piani” e i “forti”..non è la solita cavalcata neoclassica…niente di tutto ciò!!

Molto insolita la cover di “Blue Orpheus”, di Todd Rundgren, un registro molto particolare per Paul GIlbert, comunque molto gradevole da ascoltare

“Will My Screen Door Stop Neptune” è un’ottima traccia..a partire da un main riff apparentemente semplice, Paul ci delizia con un brano dalle reminiscenze beatlesiane in un crescendo di melodicità e super assolo centrale (qui c’è!). Il tutto parte dallo sviluppo su acordi aumentati, come spiega lo stesso Paul http://www.youtube.com/watch?v=RSda7kQoxiQ&NR=1

“Propeller”, la settima traccia, mi ha davvero colpito perchè è completamente diversa dalle altre, forse più jazzata, per il tempo molto particolare, i molti suoni di chitarra tra i quali quallo con l’octaver. Su questo disco i suoni sono davvero tanti, ottenuti da vari pedali tra i quali abbiamo ritrovato con piacere anche l’Airplane Flanger..

“Don’t Rain on My Firewood”, molto funky, ricorda “Bultaco Saturno del precedente Album. Suono col Wah, Hammond, buon ritmo, molto ascoltabile

“Plastic Dracula” parte con un Big riff, più anni 80 in questo caso…brano forse più prevedibile di altri nondimeno sempre all’altezza del nostro Paul.

Blowtorch, ritmica possente, ottimo riff iniziale, molto potente. Il brano rallenta dopo un paio di minuti e diventa meno strutturato, sempre la registrazione di una session…originale e da ascoltare…reprise e finale molto belli con super-arpeggi!

Mantra The Lawn, brano forse più rock blues, divertente, bella la linea principale con scale e arpeggi eseguiti al fulmicotone da Paul per stare in battuta (mostruoso!!)

Batter Up rimanda al Surf Rock, anche per i suoni delle parti ritmiche, parte principale con il Wha..forse è il disco in cui Paul ha usato di più il Wah

TRACKLIST
01. Fuzz Universe
02. Olympic
03. Count Juan Chutrifo
04. Bach Partita In Dm
05. Blue Orpheus
06. Will My Screen Door Stop Neptune
07. Propeller
08. Don’t Rain On My Firewood
09. Plastic Dracula
10. Blowtorch
11. Mantra The Lawn
12. Batter Up

CREDITS
Paul Gilbert: Chitarra
Craig Martini: Basso
Jeff Bowders: Batteria
Emi Gilbert: Keyboards